mercoledì, 22 ottobre 2008
16:55

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gli ultimi......

Cambio di banchi! Che il cambio di banchi è una bella rottura! Già perché dire a dei diciottenni dove si devono mettere non è semplice, ma mettere d’accordo i colleghi e assecondare le richieste dei genitori forse è ancora peggio. Così col collega di merende abbiamo perso una mezz’ora a decidere come metterli pensando alle indicazioni emerse durante il consiglio di classe, dove il coordinatore è obbligato a chiedere “ci sono richieste per i posti?” e si devono sentire cose orribili tipo:

“…quelli bravi dietro così tengono svegli tutti….”

“no quelli bravi davanti…. Dietro quelli che non han voglia di fare, che si arrangino che non ne posso più di vederli, quanti anni sono che ce li abbiamo? 7 o 8?”

“…eh già così poi arriva la madre di quello a protestare….”

“… a sì……vero, …… allora solo lui in primo banco…”

“….quello mettilo davanti sotto la cattedra”

“...l’altro, quello col capello ridicolo, vicino a tizia che lo può aiutare…”

“... coso non lo voglio nemmeno vedere mettilo…… dietro i cappotti”

“… ecco sì mettiamolo fuori dalla porta…. Che poi solo con te dà problemi che l’hai preso di mira”

“…no no è solo che tu non ti accorgi”

“……e quello nuovo?(scartabella nel registro in cerca di nomi, ma sbaglia classe) R….”

voce fuori campo ”R è in terza stiamo parlando della quinta”

”ah già, beh dai hai capito, quello alto, con la barba e la faccia da delinquente…. quello!! beh mettiamolo vicino a S per integrarlo”

“guarda che quello non vuole integrarsi per niente…!”

e via così per ore……

Così quando entro in classe il collega sta spiegando la disposizione e D, brava, diligente, interessata e finita in ultima fila, protesta “perché io che voglio sentire le lezioni e sono interessata a quello che si fa devo andare lì per lasciare il posto a quelli che non fanno un cavolo???che se ne stiano loro dietro!!”

Si è poi spostata brontolando e tenendo il muso per tutta l’ora.

Ho poi cercato di spiegare l’ovvio, ma evidentemente incomprensibile a loro.

Ed F il ripetente, quello disinteressato, quello distratto, quello scomposto, quello che dall’ultimo banco è stato messo al posto di D, quello che molti vorrebbero fuori dalla porta o dietro i cappotti, a metà lezione mi ha chiesto “prof posso uscire a fare io l’esercizio?”  “certo F, la lavagna è tua” e l’ha svolto tutto e l’ho interrogato e sapeva e gli ho messo un voto che non gli avevo mai dato e mezzo voto in più gliel’ho regalato per l’impegno che ci sta mettendo, perché so quanto ha lavorato per risalire dal suo “3menomeno” e per ritrovare un po’ di autostima dopo una bocciatura e dopo tutti i fogli in bianco che mi ha consegnato l’anno scorso e forse chissà……se qualcuno dall’ultima fila ha capito.

martedì, 30 settembre 2008
18:03

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coraggio

La mia mattina comincia così.

Chiedo ingenuamente a B la regola per risolvere una equazione con valore assoluto mi dice: “ no è che io praticamente sono due settimane che non capisco più niente, (perché prima??) e so che quest’anno con la matematica mi devo impegnare di più (bravo.. ma tanto di più), ma non riesco proprio… e gli esercizi non c’è niente da fare.. poi ieri, no cioè oggi c’era anche latino, anche con quella materia sono in difficoltà….” nel frattempo passa dal rosa porpora al rosso intenso e io mi domando cosa ho fatto di male per meritare tutto ciò, perché mi sono avventurata a chiedere a lui? Perché non ho chiesto al secchione? Quello che era già lì con la mano alzata? Perché voglio che tutti partecipino e si sentano protagonisti in questa “caxxo” di lezione di questa “caxxo” di materia che tutti odiano e che invece io adoro…

Così incalzo chiedendo.. “sì ok.. ma la regola?voglio solo la regola… poi gli esercizi li facciamo assieme….”

“no è che io non capisco…. Cioè… sa che ero stato assente?... ecco…”

“sì ricordo.. e ricordo anche sei venuto alla cattedra a dirmi che ti eri già fatto passare tutto, esercizi, teoria, ora mi fai pensare che era tutta una Balla! (e uso la parola balla, massì, chissenefrega!che venga pure il padre direttore a richiamarmi!) voglio la regola B!solo la regola”

“la regola non ce l’ho… perché i miei compagni non me l’hanno passata, ero assente…”

“ok allora aspetta che prima guardo se ho un ciuccio da prestarti……… poi intanto vengo a vedere, dimmi chi è il bastardo che ti ha passato il quaderno….”

Panico… quelli di fianco a lui cominciano a guardarlo con disprezzo, negano, sventolano fogli con regole ed esercizi, guardano altrove e staccano anche un po’ il banco…

“no cioè… non è che non me l’hanno passata… è che non c’era….”

………e avanti fino ad affossarlo del tutto.

Credo sia già abbastanza umiliante così e in questi casi evito di gravare con voti e comunicazioni alla famiglia, anche se poi mi domando sempre se faccio bene, ma la cosa che detesto e che mi deprime è vedere che questi studenti alla soglia dei 18 anni non hanno nemmeno il coraggio delle loro azioni, il coraggio di dire  “prof, non la so perché non l’ho studiata”. Ekkkkkekkkkavolo!!!!!

domenica, 30 settembre 2007
15:21

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e li chiamanno genitori....

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Oggi sono incazzata. 9 sufficienze su 22 e nessuno ha colmato il debito formativo.... direi che è un buon inizio.... Se poi consideriamo che tra le insufficienze ce ne sono almeno 5 che mi hanno fatto perdere qualche anno di vita, probabilmente a metà quadrimestre sarò già pensionabile per invalidità psicologica cronica...ma non è questo che mi fa incazzare.

Intanto due per tre non fa otto, e nemmeno uno e a 16 anni suonati se non lo sai è meglio che ti ritiri a vivere di pastorizia in qualche paesino sperduto del Sud-Tirol oppure cambi scuola. Se poi di anni ne hai 18, ti porti dietro un debito formativo in matematica che in 4 anni sei riuscito ad azzerare solo con due bocciature (e sei ancora in terza) io qualche domandina me la farei... e se non tu  almeno i tuoi genitori.. E io penso.

Penso che non ce l'ho con questi ragazzi, loro mandano solo tanti evidenti segnali di disagio, ce l'ho con chi si ostina a far loro seguire una strada che non è la loro strada, ce l'ho con chi fa finta di niente e lascia i suoi figli parcheggiati in una scuola a ripetere ogni anno due volte, disinteressandosi delle umiliazioni e delle sconfitte quotidiane subite che alla fine ti convincono solo che non vali nulla e ti portano a diventare il cretino della scuola .... e a recitare quella parte lì... quella appunto del cretino o del bullo.  Ce l'ho con i genitori che accettano tutto questo, che non vedono o non vogliono vedere tutto questo, che scaricano i figli davanti al portone della scuola ogni mattina, come autisti qualsiasi, per poi andare di corsa al lavoro, in palestra, a fare shopping, a prendere il caffè con le amiche, dall'estetista, dal parrucchiere... etc.... dimenticandosi di venirli poi a prendere. Loro intato vegetano parcheggiati in una scuola che non volevano fare, che non gli interessa, per la quale non sono portati, dove c'è troppa teoria e poca pratica, dove non riescono ad esprimere le qualità che invece possiedono, dove non impareranno nulla o quasi, che darà loro un diploma con il quale potranno pulirsi il c... perchè poi dovranno studiare almeno altri tre anni e a loro di studiare non gliene può fregare di meno.... però tu genitore che sei avvocato o medico o dentista o imprenditore di avere un figlio che non è iscritto, ma proprio solo iscritto, ALMENO ad un LICEO SCIENTIFICO non ci pensi proprio, così gli rovini la vita e chissenefrega. Complimenti. 

(i genitori della blogsfera che non si ritrovano in questa descrizione hanno tutta la mia stima)

giovedì, 23 agosto 2007
08:17

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caro scuola.....

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Oggi sono noiosa e acida al punto giusto... perciò mi sfogo...

I libri scolastici costano, ahimè, troppo e questo non è certamente da imputare ai professori che caso mai hanno la colpa di non operare sempre con la giusta attenzione le loro scelte, poi bisognerebbe discutere su quello che ci viene proposto: libri pionieristici talmente complessi che dopo averli adottati uno si vorrebbe sparare, libri troppo semplicistici, libri vecchi che ci vengono proposti come Nuove Edizioni Superfichissime, ma in realtà è stata cambiata la copertina, i colori, hanno 2 pagine in più e gli stessi errori dei precedenti. Però i libri sono... libri, strumenti importanti, eterni, quelli scolastici dovrebbero essere semi-gratuiti almeno per buona parte dei ragazzi e non è così. 

Poi sento dire che oltre a questa spesa ne esiste una del tutto equivalente come peso economico, parliamo addirittura di 400€ per ragazzo, per il famoso "corredo scolastico".  E qui mi incazzo quel poco e quel tanto. Premesso che le due cose non sono paragonabili in termini di importanza, dal famoso corredo scolastico penso che ci si possa intellegentemente difendere. Mi domando a cosa servono le pennecolorate-profumate, le penne stilografiche con piumette rosa, le penne gel, i quadernoni superfirmati, lo zaino nuovo ogni anno (ora va di moda la borsa Luis-Vitton che poi i libri nemmeno ci stanno.... appunto), i supermega portamine professionali (le matite di legno non fanno abbstanza figo) che i ragazzi nemmeno sanno usare e dopo due giorni sono già finiti nell'ultimo cassetto, dell'ultimo ripiano della scrivania , ammessso che le nuove camerette prevedano ancora un angolino per studiare, le gommine colorate di Winnie the Pooh (peccato che in generale non cancellino.... e se anche cancellassero che peccato usarle!!, per cui chiedono la gomma al compagno), i litri di bianchetto, i 4 astucci, firmati anche quelli, i set completi da 136 colori nelle versioni, pastello, pennarello, jumbo evidenziatori....etc....etc.....etc...

Bene, tutto ciò in generale non serve, se non su specifica richiesta (vorrei vedere un professore che richiede le penne colarate-Profumate), è tutto molto carino-simpatico-divertente..... ma davvero, a scuola non ce ne facciamo nulla. Quando uno ha la sua penna nera o blu, la sua penna rossa, una matita semplice semplice (quelle di legnetto esistono ancora mi sembra), un temperino, una gomma e caso mai un evidenziatore, è sistemato anzi è già armato fino ai denti per affrontare la sua dose di cultura quotidiana. Però pare che detto materiale sia ormai in via di estinzione (forse la penna bic costa troppo poco per essere degna dei tanti allievi.....cervelloni?). E poi l'astuccio non deve essere per forza delle dimensioni di un beauty case da viaggio, anche perchè poi i ragazzi, giustamente disorientati, finiscono per tenerci rossetti, lucidalabbra, ombretti, eyeliner, specchietto, se non telefono, i-pod, bigliettini, accendino, sigarette, cartine e altro.... e poi sono sempre in prestito di una penna nera o blu dal compagno. 

C'è roba costosa e necessaria in alcuni indirizzi scolastici, c'è roba costosa e inutile che la maggior parte dei ragazzi si fa comprare, c'è roba che viene comprata e buttata, mi domando se si insegna ancora il rispetto per ciò che (fortunatamente) si possiede..... distinguiamo un po' le cose e non facciamo sempre un gran minestrone di luoghi comuni. (però i soldi per i cellulari di lusso e gli i-pod non mancano mai)

Mi perplimo o mi perpletto? mah .... rifletto e resto perplessa.

 

mercoledì, 22 agosto 2007
13:16

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i libri di testo? Puah!

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Sono giorni che al telegiornale la menano con questa storia dei libri di testo. Pare che in tutte le scuole d'Italia adottino supermegacostosissimitesti e condivido le critiche sulle spese eccessive che le famiglie sono cotrette a sostenere soprattuto vedendo poi quanto alcuni testi vengono usati o meglio NON usati.... Bene nella scuola, decisamente di controtendenza dove io insegnerò quest'anno, l'insegnante che mi precedeva, non solo non adottava nessun supermegacostosissimo libro di fisica, ma quello di matematica è un eserciziario, nemmeno molto approfondito!!!!!!!!!!!!!!  E io che faccio? Ho scartato di suicidarmi o mettermi in malattia, mi pare poco professionale, intanto mi dispero, pensando all'anno che mi aspetta e alla quantità di fotocopie integrative da produrre e propinare.  Aiuto.

domenica, 17 giugno 2007
19:34

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Esami (parte 2)

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I compiti sono corretti. Domani definirò i giudizi. Sono stati bravi. Sono contenta. Non ci sono state brutte sorprese. I voti decisi per la pagelle (di cui tanto si è già parlato..) rispondono a verità e questo mette fine a tutti i dubbi e le perplessità che tanto mi hanno tenuta col fiato sospeso.
La domanda che mi pongo da ormai 4 giorni è la seguente: ma questi benedetti “elementi di tecnologia”, che siamo stati costretti ad inserire nel compito, perché li abbiamo inseriti? Torno un po’ indietro nel tempo e cerco di fare mente locale.
È noto ai più che la mia stima nei confronti dei colleghi tecnologici è un po’ andata a farsi benedire (se mai è esistita). Del collega Naftalina, del suo “adorato” magliocino e del lezzo stantio che emana ho già esposto (il mio livello di femminile acidità riesce a toccare livelli paradisiaci) dell’altro, Nero07 (dalla tonalità per i capelli sfoggiata in quest’anno) mi permetto di dire che se il suo interesse per la professione svolta fosse pari a un 450esimo di quello profuso per la capigliatura berlusconiana sarebbe un insegnante da urlo anche se il vero problema è la sua capacità comunicativa, con la costruzione sintattica delle frasi che riesce a produrre si potrebbe inventare un nuovo rompicapo da settimana enigmistica, sorvolo sui contenuti.
I fatti sono i seguenti.
A metà aprile il preside ci convoca per comunicare che la nuova normativa per l’esame di stato (cambia di anno in anno) prevede la presenza di “elementi di tecnologia” nel compito scritto di matematica, non condivido, ma noi insegnanti, come pochi altri ordini, pare dobbiamo rispettare un voto di …. obbedienza. Prontamente propongo un questionario quiz di informatica sapendo che i ragazzi, anche i più disgraziati, hanno la fama di grandi smanettoni … al pc!!!! sempre a pensar male…... Naftalina e Nero07 mi guardano e l’unica cosa che riescono a dire  è “….poi chi dovrebbe correggere la parte di informatica?”……… mio  nonno! sia mai che voi dobbiate fare qualcosa!!!!
Allora con uno sforzo di memoria, che necessita di barretta di cioccolata per il recupero delle energie, metto il cervello in modalità “trova elementi di tecnologia”  in tutti file e cartelle del disco DATI e mi viene in mente che si potrebbe far fare un’assonometria del solido dell’esercizio di geometria. Le mie colleghe di materia, Pantegana e AnimaSanta, sono sempre d’accordo, potrei anche proporre il loro licenziamento, credo che farebbero sempre quel lievissimo movimento di assenso con la testa. I due fenomeni dopo rapida riflessione acconsentono. Mi sono sincerata più volte se i ragazzi fossero effettivamente in grado di eseguire l’assonometria decisa e sempre mi è stato risposto di stare tranquilla. Non contenta ho fatto lo stesso con i ragazzi i quali come sempre tirano acqua al loro mulino, però un fatale, quanto certo dubbio mi è rimasto…… La cosa è poi caduta nel dimenticatoio. Nessuno dei due è mai venuto a chiedere se nella preparazione delle tracce per la prova era stato inserito il quesito sul disegno, nessun cenno alla valutazione dello stesso, nè alle procedure per la correzione (alla faccia dei criteri condivisi), per quanto ne sapevano loro, potevo anche essermene dimenticata e forse era quello che speravano. Poi però hanno passato la mattina del compito a disturbare i ragazzi per sapere come dovevano correggere e valutare i lavori, ho risposto con tono che avrebbe fatto impallidire un orso polare: “te lo devo spiegare io????? … guarderai le linee, i tratteggi, se gli angoli sono corretti……come fate sempre!!! E smettetela di parlare… potevate pensarci prima”.  Il problema infatti era questo, si rodevano perché sarebbero stati costretti a fermarsi qualche minuto per discutere la cosa alla fine della compito. Mah ……
Risultato su 52 compiti: assonometrie corrette 12, assonometrie parziali 10, assonometrie assenti 30 domani confronterò con i compiti delle altre le colleghe a cui pare sia andata peggio. Evito commenti.
Il sassolino dalla scarpa però me lo sono tolto, e nessun ragazzino sarà penalizzato da questo modo pressapochista di lavorare…… ma questa è un’altra storia……