21:43
umore nero
Ieri la terza mi ha messo a dura prova e ha finito per rovinarmi del tutto la giornata. Non so se sia peggiore il senso di inutilità che provo quando dopo aver ripetuto le stesse cose centinaia di volte mi ritrovo a leggere nei compiti cose del tipo "il moto rettilineo uniforme è una retta" o "il moto rettilineo uniforme è un corpo" o "1m=1000km" e non sono nemmeno le peggiori, o quando arrivo in classe e dopo qualche minuto scopro che non sono preparati, non hanno fatto gli esercizi, non hanno studiato e di fronte all'evidenza negano qualunque colpa, razza di sciagurati, irresponsabili e immaturi. Mi sembra di avere a che fare con dei bambini viziati, abituati ad essere giustificati per qualsiasi cosa, abituati ad essere accontentati in tutto, abituati a non dover mai rendere conto delle loro azioni e soprattutto senza amore per lo studio. Così la bellissima lezione che avevo preparato è andata a farsi benedire e ho passato l'ora ad interrogare pietosamente persone che non sanno nemmeno cosa significa che una retta è tangente ad una circonferenza, che non sanno nemmeno spiegare cosa sia un circocentro, figuriamoci trovarne le coordinate.
In questi casi guardo quei 4 o 5 che per fortuna ci sono in ogni classe (si spera) che amano la scuola, che studiano e si impegnano, che non sono dei geni, ma dei ragazzi normali, che come tutti fanno degli sport, anche impegnativi, hanno amici, escono la sera, ma studiano!!! Guardo loro e mi sento ancora più inutile e vorrei scusarmi, per queste lezioni così noiose, per queste inutili perdite di tempo.
Così oggi sono entrata in classe, ho corretto brevemente gli esercizi e cominciato a spiegare e per un'ora filata sono andata avanti senza pause. Mi sono divertita, il morale è ritornato alle stelle, tutti hanno seguito, preso appunti, partecipato, non tutti hanno capito davvero, non tutti studieranno, non tutti faranno i compiti. Uscendo ho detto che venerdì ci sarà interrogazione scritta e onestamente penso che è già Natale.... il treno è partito, ha fatto delle soste e ora chi c'è bene, qualcuno di volenteroso si aggregherà in corsa e qualcun altro rimarrà a terra. Pazienza.
