giovedì, 25 settembre 2008
20:51

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tra i banchi di scuola...

Oggi V ci provava con S, per la verità è la prima volta che l'ho visto seduto vicino ad una ragazza.. la prima volta che l'ho visto parlare con una ragazza con fare carino.. anzi è la prima volta che l'ho visto parlare e quindi li ho lasciati godere del breve idillio... spiandoli da vicino... lui a me fa proprio tenerezza, un ragazzone enorme che nasconde un bambinone enorme... solo che lei è da sempre supermorosata con ragazzo_geloso.... che a me questa cosa sta proprio qui anzi speriamo che finisca ecco. Sempre oggi N parlava con A di ... udite udite... di donne, si sono accorti che le donne esistono... in particolare delle donne di quinta.... li ho richiamati urlando che li lasciavo parlare solo perchè volevo sapere dove andava a parare il discorso... colore dei volti:rosso carminio. In terza fila G aveva in bella mostra sopra il tavolo un bigliettino di S che gli chiedeva se allora all'appuntamento con B alla fine ci era andato e se aveva concluso... ho letto e requisito, il bigliettino era di ieri, sì beh allora... ma hai concluso o no??? la curiosità è troppo donna....

Così la lezione ricomincia con F che farnetica alla lavagna cose del tipo che 3 alla 1 fa 0.. e io ripiombo nell'oblio abbandonando pensieri leggeri e romantici ricordi... così rovistando sul suo banco scopro che oltre a non avere IL quaderno, usa un quadernone a righe, quello delle versioni di latino per l'estate, per tutte le materie... l'aggravante è che non ha nemmeno il libretto, su cui avrei tanto voluto mettere una bella comunicazione scuola-famiglia... e perchè non ha il libretto?? ma perchè glielo ha perso suo padre! eh beh.. ovvio!

giovedì, 20 settembre 2007
18:33

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Mi do alla fotografia

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verona07 - 1Questa l'ho fatta io..... non sono svenuta solo perchè ero contemporaneamente impegnata a:

·         cercare di stare in piedi

·         guardarlo

·         fotografarlo

·         cantare

·         spingere per avanzare di qualche cm (quando ce vo...... ce vo!)

martedì, 18 settembre 2007
15:45

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senza parole

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Unico e indimenticabile come tutti quelli che ho visto. Torno a casa ogni volta sfatta e dolorante, ma felice e ricaricata. Eh sì.... perchè quando si va ai concerti di Vasco, si parte sempre presto, la mattina, per evitare code (questa è la prima scusa), per parcheggiare vicino allo stadio (questa è la seconda scusa), per mangiare con gli amici le specialità locali (questa è la terza scusa). Poi tutte queste cose si fanno certo, ma la verità è che il concerto dura una giornata intera, dalla mattina alla sera, quindi tanto vale avvicinarsi allo stadio presto e godersela proprio tutta. Quando arrivi respiri già  tutta l'emozione, incroci i soliti bagarini, dopo 4 concerti nella stessa stagione e anni di tours ormai li riconosci, i soliti venditori di magliette, fascette, felpe, perizomi con la faccia o la firma di Vasco e una quantità di baracchini dove sai già ti fermerai a notte fonda a mangiare un panino di dimensioni galattiche che digerirai, forse, il giorno dopo. Un concerto è ormai un rito.

Poi entri allo stadio, sono appena le 16.30,  ti guardi attorno, il prato è già  in subbuglio, le gradinate si riempiranno presto, i distinti non numerati, cioè la tribuna dove chi prima arriva meglio alloggia, sembra esplodere, cerchi un posto, ti stendi a terra e aspetti. La gente arriva in continuazione, l'ingresso è attraversato incessantemente da un fiume di persone. Qualcuno dorme, qualcuno mangia, tutti bevono, fa caldo, il sole picchia. Si gioca a pallone, qualcuno a carte, qualcuno legge beatamente come fosse in spiaggia noncurante del casino. Cominciano a comparire gli striscioni, cerchi i soliti che vedi ad ogni concerto "eccoli là ci sono anche oggi!" poi leggi gli altri e sorridi per la fantasia e l'affetto della gente. I cori cominciano e la gente si scalda.

Osservi le persone, di ogni età, di ogni dove. Passa un bimbo di 6 anni con il gesso al braccio, un ragazzo con il gesso alla gamba, due coppie di ordinati sessant'enni in giacca e abito con bicchieroni di birra, una signora incinta di almeno 6 mesi, due cinquantenni con sgabellino da pescatore e binocolino per vedere il palco nel bel mezzo del prato, una famiglia intera mi passa davanti armata di coperte e trapunte per stendersi al sole, intere comitive arrivate da centinaia di km di distanza. Poi ci sono i disabili che, a ragione, non ne vogliono sapere di stare in tribuna, vogliono stare sotto, davanti a lui, esserci lì in mezzo al delirio tutti li aiutano a passare, si avvicinano al palco, staranno davanti come è giusto che sia.

Ognuno c'ha il suo abbigliamento da concerto. I veterani sfoggiano con orgoglio le maglie introvabili di vent'anni pirma, i giovani le maglie appena comprate fuori dallo stadio, poi ci sono quelli che la maglia se la sono fatta da soli, quelli con il berrettino e l'occhiale alla Vasco, quelli con la fascetta al polso, quelli con la camminata ciondolante e lo stivale che sembra di tre taglie più grandi, mah!

Il tempo vola. Alle 21.05 le luci si spengono, compaiono i musicisti uno alla volta, inizia la musica, le luci, il fumo esce dal fondo del palco, passano altri 5 minuiti, non se ne può più e Vasco appare dal nulla lo stadio esplode in un boato lui è già sulla passerella, sembra camminare sopra un mare di persone, è l'inizio. "Basta poco, a fare impressione.... ".

"sai che cosa c'è ehhhehehe.... non importa se.... quando tocchi il fondo vieni su, vieni fuori oppure non ci vieni piùùùùùù!"

Il popolo è lì, canta, ride, balla... "Siamo solo noi...." ognuno si fa il suo personale concerto, ti guardi attorno, tutti cantano con lui, sembrano parlargli come se solo lui capisse o potesse capire, come se solo lui con le sue canzoni fosse riuscito a dare voce "senza tante parole" alle emozioni più vere, ai contrasti, alla noia, all'amore, alla tristezza, alla gioia, alla rabbia che ognuno vive dentro di sè..... ed è tutto lì in quelle tre ore di musica e voci. Vasco "ti prende e ti porta via" con sè, fra mille immagini e mille emozioni diverse, ti fa ridere e ti fa piangere, ti fa incazzare e poi ti fa ridere di nuovo.

Migliaia di mani si alzano al cielo, le luci si accendono sullo stadio e...... "sì....stupendo!"  e poi si avanti, tra canzoni vecchie e nuove, "la vita è brivido che vola via.... è tutto un equilibrio sopra la follia" ed io so già che resterò senza voce, macchisenefrega!!

Vasco è sul palco sorridente, sembra commosso dopo il saluto a  Massimino, con quegli occhi azzurri, profondi e tristi, annuncia l'ultima e ride di fronte al boato di "NOOOOOOOOOOO", tutti sappiamo che farà quella e poi se ne andrà, come sempre. Ci lascia cantare, apre le braccia e ride come a dire "che bravi" ............

"tu sola dentro una stanza e tutto il mondo fuoriiiiiiii!"

Ciao Vasco, ci vediamo ancora..... domani sera.

 

venerdì, 03 agosto 2007
10:35

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Io e Vasco - parte 2 (storia di un avatar…)

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PROLOGO
Come sempre i miei racconti non hanno un filo logico, oggi racconto l’inizio, ebbene sì. Incontrai Vasco (si fa per dire, di persona manco l’ho mai visto…. nel senso mai incontrato ad una distanza per cui si possa parlare di INCONTRO… d’altra parte credo che in quel caso morirei di infarto….. quindi va bene così)  per la prima volta alla tenera età di 12 anni. Era la vacanza tra la prima e la seconda media… che dire, non dimostravo certo 12 anni, passavo tranquillamente per una liceale (natura bastarda!!!!) poi cominciavo a parlare e probabilmente ne rivelavo 14, di anni, ma 12 proprio no! Così quell’estate al villaggio vacanze scelto come meta estiva (dire che non apprezzo detti posti è un eufemismo) mi ritrovai aggregata ad un gruppetto di ragazzetti decisamente più grandi di me. E lì qualcuno mi iniziò all'interesse artistico (e vi giuro solo a quello...). Non ricordo chi, quindi probabilmente era piuttosto diffusa la passione tra i nuovi amici, sta di fatto che tornai a casa con un repertorio musicale imparato per osmosi che comprendeva di già.: albachiara, bollicine, vita spericolata, siamo solo noi……… etc…… di lì il passo è stato breve. Mi misi alla ricerca di tutto il materiale in commercio sebbene a quei tempi le mie risorse fossero molto limitate. Il fratello maggiore di una mia compagna di classe mi confezionò una Mega-Compilations versione cassetta che ancora posseggo e che di lì in poi ha accompagnato tutti i pomeriggi di studio e non della seconda media e successivi anni. A seguire sono arrivate altre cassette, vinili e poi cd e dvd (anche la tecnologia segna irreversibilmente il corso della nostra vita), ma quella cassettina rimane un cimelio della mia adolescenza, peccato che ad oggi non possegga un MANGIACCASSETTE, che sia uno, per ascoltarla!!! Domanda: ma i mangiacassette si chiamavano così perché spesso ti ritornavano la cassetta con tutto il nastro di fuori? E tu a riavvitarlo con la matita????. Tutt’ora quando sento le vecchie canzoni del Capitano per me esiste solo UNA scaletta di canzoni possibile, quella della cassettina Mega-Compilations, perciò dopo Silvia per me ci va, senza dubbio, la Strega, le sinapsi mi vanno in loop e nella mia testa comincio a cantare senza evidente motivo. Come quando ai concerti attaccano Canzone e noi tutti partiamo con la versione Fronte del Palco e restiamo fregati (roba da fan..)
Generalmente in quegli anni dalla mia in cameretta con porta sbarrata uscivano solo grida accompagnate dalla radio a tutto volume,  cose del tipo:
“mi piaci perché sei porca…”
“ ……dimmi che cosa che cosa ti fai, non dirmi che non ti droghi mai”
“ portatemi dio sul banco degli imputati”
“ …… 10 gocce di valium per dormire meglio……”
“ coca-cola, coca-cola……”
ma anche cose del tipo:
“ ……ti voglio bene non l’hai mica capito…”
“e tu, chissà dove sei, anima fragile….”
“… sei un’inguaribile romantica, un po’ isterica, però simpatica, certo unica”
“… ogni volta che non sono coerente, ogni volta che non è importante…”
“una splendida giornata sempre con il cuore in gola fino a sera….”
Conseguenza logica era l’ingresso di mia madre urlante, già invasa da sensi di colpa e disperazione per quella figlia che non ne voleva sapere di Ramazzotti o simili, e che si ostinava ad ascoltare cose che lei non capiva… (e non aveva ancora visto niente eheheheh…..) così la porta si spalancava: “ancora quel drogato lì?”, “spegni sto affare e studia! Che mi fai venire mal di testa” ma io studiavo! e poi, vagli a spiegare che Vasco non era poi così cattivo come lo dipingevano  eheheheheh… non ci ho mai provato.
Però ve lo confesso Albachiara le è sempre piaciuta e non solo quella (anche se a me non lo dirà mai) e qualche anno fa quando le dissi “dai mamma che ti porto a vedere quel drogato lì!” mica mi ha detto di No! Mi ha guardato un po’ stupita e curiosa, confessandomi “io tutte quelle ore non ce la faccio, se la prossima volta mi trovi dei posti a sedere……”.
Ma dei concerti ve ne parlerò un’altra volta…… è una storia troppo lunga…..
lunedì, 30 luglio 2007
09:45

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Io e Vasco - Parte 1 (storia di un avatar…)

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AL LAVORO
Fatti
La mia collega di italiano quest’anno ha pubblicizzato la mia passione per Vasco ai nostri comuni allievi che le chiedevano un argomento per intrattenermi allo scopo di distrarmi dal mio dovere di Prof ed evitare l’imminente interrogazione, apprezzato il tentativo non li ho interrogati, ma ho fissato compito per la lezione successiva (subdoli mezzucci… ehehehe) ……
 
Esame di terza media, tema di italano, “……la mia Prof di matematica …………… bla bla bla……………. E poi è appassionata di Vasco…….” non è molto attinente, ma  queste sì che sono soddisfazioni.
 
Preparazione alla verifica: ora di esercizi. Entro in classe assegno esercizi e li lascio lavorare in silenzio. Sono concentrati. Bene. Anche io lavoro. Mano alzata. “noi… “ è un portavoce, “… noi a casa quando facciamo gli esercizi di matematica ascoltiamo la musica, avremmo pensato che si poteva mettere questo”  la classe non alza nemmeno la testa, continuano a lavorare, il portavoce tiene in mano un cd che io conosco bene e con aria sorniona mi sorride, tentativo di corruzione spudorato, mi porta il cd alla cattedra dicendo che tutto è rimesso alla mia volontà. Ho acceso il cd in sottofondo, hanno lavorato tutta l’ora, ho raccolto gli esercizi come promesso, vista la concessione (do ut des)…… e ci siamo cantati Senza Parole appena la campanella è suonata!!!
 
Pizza di fine anno scolastico, io finisco seduta tra giovani genitori molto spiritosi e poco etichettati, offrono birre, beviamo e brindiamo,  ordiniamo pizze puzzolenti (4 formaggi, tonno e cipolla….) formalità azzerate… Evviva finalmente un gruppo allegro! Tutti seduti, si mangia, si ride, qualcuno si lancia in barzellette semi-zozze e il papà di BravaBravissima “… quindi lei è una fans del blasco!!” attimo di panico, confesso che un boccone di pizza mi è andato di traverso, sorseggio un po’ di birra, mi metto a ridere, mi guarda con gli occhi che brillano, tutti aspettano una risposta, cenno di assenso e poi le domande si sprecano, scopriamo che ad alcuni concerti c’eravamo quasi tutti, che ad altri ci incontreremo… forse…
 
Compleanno di qualche anno fa, mi avvicino alla classe, tutto buio, entro in classe e sulle note di Albachiara mi corrono incontro e mi travolgono. Regalini per l’occasione: completino intimo arancione corallo con mutanda brasiliana…. ma si può?? ad una prof?? e li a disquisire sulle taglie….. delle mie tette!!!!! Va beh… crema e bagnoschiuma profumati, pecora peluche battezzata Adelaide che tutt’ora dorme con…. Noi, e poi quello che mi hanno dato con facce piene di soddisfazione “ ……questo se lo deve attaccare in camera Prof, così si ricorderà sempre di noi!” un MEGA poster di Vasco che per l’intera lezione è rimasto appeso alla lavagna e tutt’ora fa bella mostra di sé in casa. Abbiamo passato l’ora a festeggiare con pastine, bibite e a cantare qualche canzone del Capitano… che potevo fare?!
 
Marzo di quest’anno mi ritrovo due ex-allieve in corridoio, baci e abbracci, erano venute a dirmi che avevano appena comprato i biglietti del concerto…… “ci vediamo lì vero???!!!!! Non è che ci tira il pacco?”… senza parole…..
 
Ieri ho ricevuto un MMS da altre due ex-allieve di qualche anno fa recante foto di locandina con scritto “QUI PREVENDITA BIGLIETTI VASCO” e sotto “cara Profmath hai visto che ti pensiamo sempre e ovunque?!”
E questo è solo l'inizio........ cominciando dalla FINE.