martedì, 18 novembre 2008
16:20

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ma cosa pensano?

venerdì mattina ore 7.55 (un po' in anticipo)

prof: "bene ragazzi ci sono domande sugli esercizi per oggi??"

f. alza la mano stranamente composto

prof: "dimmi?!"

f.: "prof?!?... ma l'amicizia su facebook me la dà o no? sono 5 giorni che aspetto"

r. dall'altro capo della classe "anche io... "

interviene v. (donna e quindi più perspicace): "io aspetto da un mese, ma credo che fino a che siamo suoi studenti non ci farà amici"

m. in primo banco: "io aspetto da prima di voi... e mi sa che sarà così, gli ex di quinta li ha fatti amici"

prof annuisce seriamente (ma se la ride): "voi siete ancora studenti, è corretto così"

f. visibilmente contrariato: "ma daiiiiiii.... ma cosa cambia?!"

prof lo lascia piagnucolare...

m. dall'ultimo banco alza la mano e contemporaneamente parla, non ha ancora imparato a distinguere le due cose: "senta prof, noi si pensava, proprio ieri, che sarebbe bello venire a fare i compiti di mate da lei, tipo gruppo di studio...... pagando il giusto ovviamente....."

prof esterefatta: "m., tante cose sarebbero belle...."

prof guarda quelle 28 anime che in silenzio la stanno fissando in attesa di non si sa cosa e riprende: "deduco compiaciuta che gli esercizi per oggi non hanno creato problemi" si alza un coro di dissenso e la lezione comincia regolarmente alle 8.00.

martedì, 18 novembre 2008
15:16

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assenze...

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Oggi ho telefonato ad una mamma. Le ho telefonato per avere notizie di G., perché non era a scuola e il mio sesto senso mi inganna  raramente. Le ho telefonato non per farla sentire colpevole di qualcosa, non per dirle “guardi che figlio ha”, non per giudicare lei e tutta la sua famiglia, ma solo per capire e per fortuna, cosa rara, la signora ha inteso. Non starò qui a ripetere tutto ciò che la mamma in questione, in preda ad uno sfogo emotivo, mi ha raccontato trattenendo a stento le lacrime e continuando a ripetere “non so più cosa fare con questo ragazzo”, ma certamente ogni giorno rifletto su quanto sia difficile essere genitore e soprattutto di ragazzi, che non sempre per colpa di qualcuno o di qualcosa, sono fragili e complicati.

mercoledì, 29 ottobre 2008
17:30

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squalo a scuola

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Io in cattedra non ci sto, semmai mi siedo nei banchi liberi preferibilmente in fondo alla classe e gironzolo continuamente di qua e di là, perchè? perchè di fondo sono una spaccapalle senza senso, perchè sono curiosa come una scimmia, perchè altrimenti quelli delle ultime file non fanno niente se non giocare coi cellulari, perchè così controllo i quaderni e hanno proprio ragione quando mi dicono "ma lei prof lo fa proprio per rompere eh?!cioè... ci trova proprio gusto! lo ammetta". Oddio..... gusto magari no, ma di sicuro non mi annoio e nemmeno loro. Così oggi lo studente che il collega di storia chiama "quello col capello ridicolo" mentre gli passavo accanto, ha mimato la musica dello squalo ... du du du du du du du.... domani dovrei proprio andare a scuola con una pinna sulla schiena.

mercoledì, 15 ottobre 2008
19:53

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l'estrazione del venerdì

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........ e non parliamo di super vincinte milionarie, ma del mio dente ...  quello che da un pò mi dà fastidio, quello del giudizio (....che non ho), quello che, parole del dentista, "non serve a nulla, solo a creare problemi". Ho paura, una paura fottuta...... sarò assente e in preda al panico per un po', pensatemi.... e se volete puntare per i milioni la smorfia dice 90(paura), 35(denti), 30(estrazione) gli altri fate voi.....  

prof sull'orlo di una crisi di nervi.....

martedì, 21 agosto 2007
18:35

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cucina

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.... quando sono nervosa cucino, quando sono stanca cucino, quando sono arrabbiata cucino... il tutto mi ha permesso di produrre nel tempo un gran quantitativo di esperimenti dolci e salati di cui ancora si fa menzione in svariate parti del pianeta. E quando parlo di esperimenti sono vere avventure pionieristiche! Famose sono le sarde in saor della scorsa primavera (mio fratello da allora ha cominciato ad invitare amici e parenti in un rinomato posto di sua conoscenza .... ho scoperto qualche giorno fa che quel posto è casa mia), proverbiali i vasetti di peperoncini piccanti ripieni, ricordo ancora la rabbia da litigio che sfumava via via ad ogni vasetto che riuscivo a confezionare e poi l'anello di riso al forno, il brasato al barolo, gli gnocchi fatti con le mie sante manine..... la torta alle mele non lievitata (ebbene sì ci sono anche epiche catastrofi). Credo che segretamente il Pupazzo con cui divido la mia esistenza abbia capito questa mia necessità di sfogo culinario ed eviti nel periodo estivo inutili litigi per non vedermi persa tra vasetti di conserva intenta a mettere sott'olio, aceto o agrodolce tutto ciò che mi passa di mano e risparmiarsi una cucina che vanterebbe 56° all'ombra (roba da destabilizzare l'intero equilibrio meterologico del nord Italia e risultare determinante per il surriscaldamento globale). A volte però nemmeno lui può molto. Tornando a casa oggi ho fatto sosta al Babà, sono armata fino ai denti, ora mi chiudo in cucina....... sono giorni che mi arrovello su una ricetta... la devo fare e le novità lavorative degli ultimi giorni hanno dato il colpo di grazia.....

lunedì, 13 agosto 2007
09:57

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le comodità della vita

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Io abito di fronte ad un mega supermercato Babà. Dalle mie finestre posso ammirare i due parcheggi, i due ingressi, i cartelloni promozionali, la gente che si mena per il carrello, quelli che si menano per il parcheggio, quelli che parcheggiano in strada per sfruttare l’ombra della pianta, quelli che per entrare bloccano la strada o il mio cancello, quelli che si attaccano al clacson e non si sa perchè.

Tutte le mattine alle 8.20 un congruo gruppetto di attempati signori fa bella mostra di sé davanti all’ingresso principale armati di depliant con le offerte speciali e di carrello da 1 euro. Loro lì dentro ci passano almeno un paio d’ore. Io il sabato mattina li guardo e dico al Pupazzo “guardaci!!!!! quando saremo in pensione passeremo anche noi le giornate così, prima al Babà e poi al giardinetto qui dietro per una bella briscola!” .

Una mattina spinta da curiosità ci sono andata pure io a quell’ora davanti all’ingresso Babà. Mi hanno guardata come un’aliena e mi hanno gentilmente salutata con gesto suadente del capo, pensando “oh varda ciò! che beà sposeta… e che brava che a vien aea matina presto fare a spesa”. Nell’attesa ascoltavo le discussioni su offerte speciali e raccolta punti. Qualcuno si vantava di aver scelto un abbonamento gratuito al grande settimanale di pettegolezzi VIPS e programmi Tv, qualcuno 2 belle padelle antiaderenti senza coperchio, qualcuno 3 set di bicchieri poi distribuiti a figli e nipoti, qualcuno era ancora indeciso se prendere il piumone invernale (no i me o gà ancora fato vedare e no me fido…se dopo nol ze de quaità bona me mojere chi la sente?!.) o la scaletta 3-gradini (scaette ghi no za dò…e anca me fioi ze a posto, però quea che i te regaea st’ano a ze proprio bea soida! ) e si vantava di possedere ormai 9375 punti, i complimenti si sprecavano, di fatto accumula punti da ben 4 anni senza prendere niente:“no ghe ze pì i premi de na volta”.

Poi siamo entrati, gli scaffali ancora mezzi vuoti dalla razzia del giorno precedente, non era poi tutta sta figata arrivare primi. Poi ho visto gli anzianotti chiacchierare con tutte le commesse, che con loro sembrano più gentili che mai, sprecarsi in complimenti e sorrisi, ridere e scherzare, gironzolare per tutti i reparti, fare comunella tra loro, aiutarsi a pesare la verdura (c’è sempre quel problema del numeretto da ricordare) e così mi han fatto sorridere per la tenerezza.

L’unica anziana del quartiere che si reca a fare la spesa tutti i giorni inossidabile alle 12.30 sotto un sole sahariano e un’umidità padana al 95% è la vedetta lombarda del primo piano, quella che a qualunque ora del giorno è casualmente in terrazzo a sistemare una piantina inesistente  o a fissare curiosamente l’orizzonte.

Due volte al giorno al supermercato Babà friggono il pesce e nel caldo ferragostiano il mio soggiorno si riempie di un lezzo talmente intenso da farmi ungere i peli del naso e nel silenzio vacanziero della città semideserta sento l’annuncio “al reparto gastronomia frittura di pesce ancora calda!” ma va?! Credo stiano  scaldando ora l’olio.

Quando si dice che le comodità non hanno prezzo………

domenica, 12 agosto 2007
11:27

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una sera a cena

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Per l’occasione mi sono agghindata come una bambola di altri tempi o almeno a me pareva così, quando una persona dedica meno di zero minuti alle cure tipicamente femminili, non appena si guarda per 1 minuto e 30 secondi allo specchio le sembra di aver compiuto un miracolo. Profumata come un giardino in fiore (in tutte le parti scoperte e coperte), emanavo aromi afrodisiaci, elisir da far girare la testa, scollata quanto basta da mostrare un portabiciclette da licenza per trasporto carichi sporgenti (i push-up fanno meraviglie, ma sono tremendamente scomodi), collanina che cadeva miracolosamente su detta scollatura provocante, canottierina verde nuova nuova sfoggiata per l’occasione. Lui, per la stessa occasione, si è docciato dopo rosario di minacce fisiche e verbali, sfoggiava barba incolta da week-end di ozioso e pigro riposo, indossava completo da operaio a fine turno di lavoro con maglia ammonitrice “IL RUTTO NON è UNA RISPOSTA”, abbinava sandalo semiaperto, per fortuna ci ha risparmiato il calzino a vista.
Così diversi e pure così ben assortiti ci siamo presentati rombando a cavallo della sua moto in un localino mica da ridere, con splendida vista su romantico panorama, servizio elegante q.b., cibo ottimo. Per fortuna lì ci conoscono da tempo. Ci siamo corteggiati tutta la sera, io persa nei suoi occhi lui….. beh……come al primo appuntamento, quando vestito come un principe e profumato come un giglio, mi guardò per l’intera cena dentro la maglia, niente o QUASI è cambiato….
All’amore proprio non si comanda.