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le comodità della vita
Io abito di fronte ad un mega supermercato Babà. Dalle mie finestre posso ammirare i due parcheggi, i due ingressi, i cartelloni promozionali, la gente che si mena per il carrello, quelli che si menano per il parcheggio, quelli che parcheggiano in strada per sfruttare l’ombra della pianta, quelli che per entrare bloccano la strada o il mio cancello, quelli che si attaccano al clacson e non si sa perchè.
Tutte le mattine alle 8.20 un congruo gruppetto di attempati signori fa bella mostra di sé davanti all’ingresso principale armati di depliant con le offerte speciali e di carrello da 1 euro. Loro lì dentro ci passano almeno un paio d’ore. Io il sabato mattina li guardo e dico al Pupazzo “guardaci!!!!! quando saremo in pensione passeremo anche noi le giornate così, prima al Babà e poi al giardinetto qui dietro per una bella briscola!” .
Una mattina spinta da curiosità ci sono andata pure io a quell’ora davanti all’ingresso Babà. Mi hanno guardata come un’aliena e mi hanno gentilmente salutata con gesto suadente del capo, pensando “oh varda ciò! che beà sposeta… e che brava che a vien aea matina presto fare a spesa”. Nell’attesa ascoltavo le discussioni su offerte speciali e raccolta punti. Qualcuno si vantava di aver scelto un abbonamento gratuito al grande settimanale di pettegolezzi VIPS e programmi Tv, qualcuno 2 belle padelle antiaderenti senza coperchio, qualcuno 3 set di bicchieri poi distribuiti a figli e nipoti, qualcuno era ancora indeciso se prendere il piumone invernale (no i me o gà ancora fato vedare e no me fido…se dopo nol ze de quaità bona me mojere chi la sente?!.) o la scaletta 3-gradini (scaette ghi no za dò…e anca me fioi ze a posto, però quea che i te regaea st’ano a ze proprio bea soida! ) e si vantava di possedere ormai 9375 punti, i complimenti si sprecavano, di fatto accumula punti da ben 4 anni senza prendere niente:“no ghe ze pì i premi de na volta”.
Poi siamo entrati, gli scaffali ancora mezzi vuoti dalla razzia del giorno precedente, non era poi tutta sta figata arrivare primi. Poi ho visto gli anzianotti chiacchierare con tutte le commesse, che con loro sembrano più gentili che mai, sprecarsi in complimenti e sorrisi, ridere e scherzare, gironzolare per tutti i reparti, fare comunella tra loro, aiutarsi a pesare la verdura (c’è sempre quel problema del numeretto da ricordare) e così mi han fatto sorridere per la tenerezza.
L’unica anziana del quartiere che si reca a fare la spesa tutti i giorni inossidabile alle 12.30 sotto un sole sahariano e un’umidità padana al 95% è la vedetta lombarda del primo piano, quella che a qualunque ora del giorno è casualmente in terrazzo a sistemare una piantina inesistente o a fissare curiosamente l’orizzonte.
Due volte al giorno al supermercato Babà friggono il pesce e nel caldo ferragostiano il mio soggiorno si riempie di un lezzo talmente intenso da farmi ungere i peli del naso e nel silenzio vacanziero della città semideserta sento l’annuncio “al reparto gastronomia frittura di pesce ancora calda!” ma va?! Credo stiano scaldando ora l’olio.
Quando si dice che le comodità non hanno prezzo………

spero di riuscire a rimettere ogni cosa al suo posto originale……mah… da brava schiava della casa torno ad arrampicarmi sui pensili armata di candeggina spray e sgrassatore, tocca alla dispensa sia mai che faccia qualche strano incontro…… e poi dicono che gli insegnanti vanno in vacanza! 