sabato, 20 dicembre 2008
16:30

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I-S

Che lunedì farò compito già ve l'avevo detto? Già, in quella stessa classe in cui l'ultimo è andato malissimo. Contestazioni? ovvio. Quante? ... di più. Così ieri mattina sono entrata in classe dopo che l'annuncio era già stato dato sul finire della simulazione di terza prova giovedì, se glielo dicevo prima non cambiava nulla. Mentre smaltisco i soliti doveri burocratici (firme, assenze, giustificazioni, ritardi…..) LookIncerto è l’unico che comincia a contestare pesantemente che solo a sentirlo pensi che è un genio nel tirarsi la zappa sui piedi e si capisce perché nessun insegnante mai tenta di aiutarlo. Però cerco di non farmi prendere dalle emozioni del momento e da quella voglia di cacciarlo fuori dall’aula a calci. Comincia a dire che lui è una settimana che non apre matematica (preciso che è più corretto affermare che dall’inizio dell’anno studia matematica saltuariamente, non ha un quaderno degno di questo nome e il libro non si sa), dice che per l’ultimo compito aveva studiato ed è andato male comunque (confermo e aggiungo che se si studia l’ultimo giorno è automatico che il compito vada uno schifo). La classe lo zittisce malamente, mi dice di non badarci che loro dissentono e gli chiedono di parlare eventualmente per se stesso. Non bado ai commenti gli dico che comunque del suo metodo di studio a colabrodo ne abbiamo già parlato a quattrocchi, ma evidentemente il messaggio non è stato recepito, gli dico che ognuno la strada se la sceglie da sé. Poi interviene IlBastardo. Comincia dicendomi che lui è uno che studia (nulla da dire, ma le ultime settimane ti sei un po’ perso), che anche l’ultimo compito è stato un disastro e che loro me l’avevano detto che non si sentivano sicuri (se aspetto che vi sentiate sicuri arrivo alla pensione), che forse dovrei ascoltarli di più (voi mi ascoltate?ascoltate i miei consigli?.. abbassa lo sguardo e sorride), conclude poi chiedendo “ma allora cosa ne è del rapporto insegnante studente?”  mi sorride furbescamente, gli altri pure, io se avessi potuto mi sarei ribaltata dalla sedia dal ridere. “QUINDI?”, “niente prof, il compito si farà non volevo mica discutere questo…”. Bene. Studieranno  matematica in quest’ultimo week end, in cui altrimenti non avrebbero fatto nulla, le due ore di lezione sono volate, abbiamo lavorato tantissimo, ripassato un sacco di cose e io durante le vacanze avrò un pacco di compiti in più a tenermi compagnia e correggendoli rifletterò sul rapporto insegnante studente.

mercoledì, 17 dicembre 2008
21:43

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umore nero

Ieri la terza mi ha messo a dura prova e ha finito per rovinarmi del tutto la giornata. Non so se sia peggiore il senso di inutilità che provo quando dopo aver ripetuto le stesse cose centinaia di volte mi ritrovo a leggere nei compiti cose del tipo "il moto rettilineo uniforme è una retta" o "il moto rettilineo uniforme è un corpo" o "1m=1000km" e non sono nemmeno le peggiori, o quando arrivo in classe e dopo qualche minuto scopro che non sono preparati, non hanno fatto gli esercizi, non hanno studiato e di fronte all'evidenza negano qualunque colpa, razza di sciagurati, irresponsabili e immaturi. Mi sembra di avere a che fare con dei bambini viziati, abituati ad essere giustificati per qualsiasi cosa, abituati ad essere accontentati in tutto, abituati a non dover mai rendere conto delle loro azioni e soprattutto senza amore per lo studio. Così la bellissima lezione che avevo preparato è andata a farsi benedire e ho passato l'ora ad interrogare pietosamente persone che non sanno nemmeno cosa significa che una retta è tangente ad una circonferenza, che non sanno nemmeno spiegare cosa sia un circocentro, figuriamoci trovarne le coordinate.

In questi casi guardo quei 4 o 5 che per fortuna ci sono in ogni classe (si spera) che amano la scuola, che studiano e si impegnano, che non sono dei geni, ma dei ragazzi normali, che come tutti fanno degli sport, anche impegnativi, hanno amici, escono la sera, ma studiano!!! Guardo loro e mi sento ancora più inutile e vorrei scusarmi, per queste lezioni così noiose, per queste inutili perdite di tempo.

Così oggi sono entrata in classe, ho corretto brevemente gli esercizi e cominciato a spiegare e per un'ora filata sono andata avanti senza pause. Mi sono divertita, il morale è ritornato alle stelle, tutti hanno seguito, preso appunti, partecipato, non tutti hanno capito davvero, non tutti studieranno, non tutti faranno i compiti. Uscendo ho detto che venerdì ci sarà interrogazione scritta e onestamente penso che è già Natale.... il treno è partito, ha fatto delle soste e ora chi c'è bene, qualcuno di volenteroso si aggregherà in corsa e qualcun altro rimarrà a terra. Pazienza.

giovedì, 11 dicembre 2008
20:15

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delusioni

Archiviato da Profmath in: vita da prof, robe da prof, prediche da prof

Oggi mi aspettavano e già sapevano. Sapevano che ero molto arrabbiata, lo sanno da martedì e negli ultimi giorni solo pochi e intimoriti "buongiorno prof" incontrandoli per le scale e i corridoi mentre cercavano con gli occhi un sorriso che non ho mai ricambiato fino in fondo. Così entro in  classe dopo la ricreazione circondata da un silenzio gelido, mi siedo firmo, consegno le verifiche e poi comincio a parlare. Parlo dei pessimi risultati, degli errori, tanti, troppi, trovati nei compiti. Parlo del fatto che risultati così bassi mi mettono in discussione e mi fanno riflettere tanto, solo che  l’analisi degli errori trovati nei loro compiti mi porta a dire che quello che è mancato è stato l’impegno e lo studio, non la comprensione. Li accuso di  superficialità e  discontinuità e loro tacciono, guardano i compiti e ammettono in silenzio. Dico che dopo le pagelline abbastanza buone, ricevute un mese fa, si sono adagiati, che evidentemente le lusinghe degli insegnanti in sede di consiglio li hanno rammolliti, che non stanno combinando più nulla di buono. Parlo della delusione, parlo del fatto che se pretendo tanto da loro è perchè penso che valgano e che sarebbe tanto facile mettere nei compiti gli esercizi fatti in classe, avrei io per prima meno problemi e meno pensieri, ma certamente non mi sentirei a posto con la coscienza, perchè c'è un esame di stato e poi un test di ammissione a qualche facoltà che potrà forse decidere della loro vita, dei loro progetti e dei loro sogni, e poi ci saranno tanti esami all'università e tante prove e difficoltà certamente più grandi di questi stupidi compiti in classe. Parlo del fatto che come insegnante mi sento tranquilla solo quando so di aver dato loro il massimo possibile e di averli costretti a studiare tutto ciò che penso possa servirgli per affrontare il dopo. Poi ho parlato della fiducia tradita, del fatto che venerdì mi hanno fatto credere di avere due verifiche perchè li giustificassi. Solo che io le cose le “sento” e questo loro lo sanno bene, leggo nei loro occhi le bugie, sento l'imbarazzo dei silenzi e ci è voluto poco a scoprire che le due verifiche erano in realtà un'esercitazione in classe di inglese senza voto e un compito di filosofia fissato da ben due settimane, motivi decisamente non sufficienti per arrivare impreparati. Non hanno osato replicare. Il silenzio ha tagliato l’aria come un coltello affilato.

Punto e capo.

martedì, 02 dicembre 2008
19:28

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novità

Archiviato da Profmath in: nuovi studenti

Lo studente nuovo? Sta seduto come se fosse steso sul divano davanti alla tv, se gli parli ti guarda, anzi non ti guarda, con aria dI sufficienza che QUASI QUASI gli dai pure un po' fastidio, al terzo minuto di lezione ha già l'ipod in mano.... (scusa???) al terzo minuto e 30 secondi il suo ipod era già in cattedra. Come si dice "chi ben comincia...."