Cambio di banchi! Che il cambio di banchi è una bella rottura! Già perché dire a dei diciottenni dove si devono mettere non è semplice, ma mettere d’accordo i colleghi e assecondare le richieste dei genitori forse è ancora peggio. Così col collega di merende abbiamo perso una mezz’ora a decidere come metterli pensando alle indicazioni emerse durante il consiglio di classe, dove il coordinatore è obbligato a chiedere “ci sono richieste per i posti?” e si devono sentire cose orribili tipo:
“…quelli bravi dietro così tengono svegli tutti….”
“no quelli bravi davanti…. Dietro quelli che non han voglia di fare, che si arrangino che non ne posso più di vederli, quanti anni sono che ce li abbiamo? 7 o 8?”
“…eh già così poi arriva la madre di quello a protestare….”
“… a sì……vero, …… allora solo lui in primo banco…”
“….quello mettilo davanti sotto la cattedra”
“...l’altro, quello col capello ridicolo, vicino a tizia che lo può aiutare…”
“... coso non lo voglio nemmeno vedere mettilo…… dietro i cappotti”
“… ecco sì mettiamolo fuori dalla porta…. Che poi solo con te dà problemi che l’hai preso di mira”
“…no no è solo che tu non ti accorgi”
“……e quello nuovo?(scartabella nel registro in cerca di nomi, ma sbaglia classe) R….”
voce fuori campo ”R è in terza stiamo parlando della quinta”
”ah già, beh dai hai capito, quello alto, con la barba e la faccia da delinquente…. quello!! beh mettiamolo vicino a S per integrarlo”
“guarda che quello non vuole integrarsi per niente…!”
e via così per ore……
Così quando entro in classe il collega sta spiegando la disposizione e D, brava, diligente, interessata e finita in ultima fila, protesta “perché io che voglio sentire le lezioni e sono interessata a quello che si fa devo andare lì per lasciare il posto a quelli che non fanno un cavolo???che se ne stiano loro dietro!!”
Si è poi spostata brontolando e tenendo il muso per tutta l’ora.
Ho poi cercato di spiegare l’ovvio, ma evidentemente incomprensibile a loro.
Ed F il ripetente, quello disinteressato, quello distratto, quello scomposto, quello che dall’ultimo banco è stato messo al posto di D, quello che molti vorrebbero fuori dalla porta o dietro i cappotti, a metà lezione mi ha chiesto “prof posso uscire a fare io l’esercizio?” “certo F, la lavagna è tua” e l’ha svolto tutto e l’ho interrogato e sapeva e gli ho messo un voto che non gli avevo mai dato e mezzo voto in più gliel’ho regalato per l’impegno che ci sta mettendo, perché so quanto ha lavorato per risalire dal suo “3menomeno” e per ritrovare un po’ di autostima dopo una bocciatura e dopo tutti i fogli in bianco che mi ha consegnato l’anno scorso e forse chissà……se qualcuno dall’ultima fila ha capito.