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l'asta di inizio anno
Tornata dalla solita giornata di fine estate passata alla "fiera delle supplenze" dove insegnanti precari vecchi e nuovi si dimenano tra cartacce dense di graduatorie, elenchi di posti disponibili, cattedre annuali e non, cartine geografiche della provincia. Tutti conoscono di nome o di fatto tutti, ma pochi si salutano. Arrivo e mi accolgono le solite vecchie domande dei colleghi che appunto si vedono solo una volta l'anno e in questa penosa occasione. "Cosa fai quest'anno? resti dove sei vero?". Io per fortuna partecipo da spettatrice, lavorerò ancora in una scuola non-statale, così quando rispondo si rilassano e passano oltre con la faccia benevola e rilassata di chi pensa "bene,una in meno" e mi depennano dai loro fogli....argh! Si comincia con un'ora di ritardo, sapendo già chi sceglierà cosa e perchè e guardandosi un tantino in cagnesco. Il personale del CSA (ex-provveditorato) impazzisce, sono in 8 e faticano a capirsi fra di loro. Bene, si parte dalla graduatoria più lunga (bene una sega!), chiamano 50 persone, nessuno risponde, qualcosa non funziona, come inizio non è male. Poi si scopre che tali 50 egregi profs sono già in ruolo da un mese e attorno il vocione da chiacchierio nervoso e contestatario cresce, cresce, cresce. Ci si chiede, come sempre, se sanno cosa devono fare.
"Passiamo alle graduatorie "calde", fate silenzio" avvisa la signora CSA, con accento che tradisce le sue origini non proprio tirolesi. Parla dei prof di mate, ops. Richiamano a più voci ormai spazientite il silenzio, ci dicono che siamo peggio dei nostri studenti... è vero. Tutti si accalcano attorno al tavolo la situazione, già da delirio, peggiora. Il caldo è ormai opprimente. Scorrono i nomi, assegnano le supplenze. Le mie amiche lavoreranno. Chiamano anche me, bene esisto anche io in questo pandemonio burocratico.
Saluto, auguro buon anno a tutti, ci sparpagliamo in giro per la provincia a svolgere il nostro mandato annuale e ci ritroveremo qui fra un anno esatto. Me ne vado con il solito amaro in bocca, mi chiedo se questa sorta di pubblica asta della supplenza annuale, non potrebbe essere svolta in maniera più professionale e rispettando la privacy dei singoli. Mah! Il nuovo anno è iniziato.

