mercoledì, 29 agosto 2007
14:46

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l'asta di inizio anno

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Tornata dalla solita giornata di fine estate passata alla "fiera delle supplenze" dove insegnanti precari vecchi e nuovi si dimenano tra cartacce dense di graduatorie, elenchi di posti disponibili, cattedre annuali e non, cartine geografiche della provincia. Tutti conoscono di nome o di fatto tutti, ma pochi si salutano. Arrivo e mi accolgono le solite vecchie domande dei colleghi che appunto si vedono solo una volta l'anno e in questa penosa occasione. "Cosa fai quest'anno? resti dove sei vero?". Io per fortuna partecipo da spettatrice, lavorerò ancora in una scuola non-statale, così quando rispondo si rilassano e passano oltre con la faccia benevola e rilassata di chi pensa "bene,una in meno" e mi depennano dai loro fogli....argh!  Si comincia con un'ora di ritardo, sapendo già chi sceglierà cosa e perchè e guardandosi un tantino in cagnesco.  Il personale del CSA (ex-provveditorato) impazzisce, sono in 8 e faticano a capirsi fra di loro. Bene, si parte dalla graduatoria più lunga (bene una sega!), chiamano 50 persone, nessuno risponde, qualcosa non funziona, come inizio non è male. Poi si scopre che tali 50 egregi profs sono già in ruolo da un mese e attorno il vocione da chiacchierio nervoso e contestatario cresce, cresce, cresce. Ci si chiede, come sempre, se sanno cosa devono fare.

"Passiamo alle graduatorie "calde", fate silenzio"  avvisa la signora CSA, con accento che tradisce le sue origini non proprio tirolesi. Parla dei prof di mate, ops. Richiamano a più voci ormai spazientite il silenzio, ci dicono che siamo peggio dei nostri studenti... è vero. Tutti si accalcano attorno al tavolo la situazione, già da delirio, peggiora. Il caldo è ormai opprimente. Scorrono i nomi, assegnano le supplenze. Le mie amiche lavoreranno. Chiamano anche me, bene esisto anche io in questo pandemonio burocratico.  

Saluto, auguro buon anno a tutti, ci sparpagliamo in giro per la provincia a svolgere il nostro mandato annuale e ci ritroveremo qui fra un anno esatto. Me ne vado con il solito amaro in bocca, mi chiedo se questa sorta di pubblica asta della supplenza annuale, non potrebbe essere svolta in maniera più professionale e rispettando la privacy dei singoli. Mah! Il nuovo anno è iniziato.

giovedì, 23 agosto 2007
08:17

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caro scuola.....

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Oggi sono noiosa e acida al punto giusto... perciò mi sfogo...

I libri scolastici costano, ahimè, troppo e questo non è certamente da imputare ai professori che caso mai hanno la colpa di non operare sempre con la giusta attenzione le loro scelte, poi bisognerebbe discutere su quello che ci viene proposto: libri pionieristici talmente complessi che dopo averli adottati uno si vorrebbe sparare, libri troppo semplicistici, libri vecchi che ci vengono proposti come Nuove Edizioni Superfichissime, ma in realtà è stata cambiata la copertina, i colori, hanno 2 pagine in più e gli stessi errori dei precedenti. Però i libri sono... libri, strumenti importanti, eterni, quelli scolastici dovrebbero essere semi-gratuiti almeno per buona parte dei ragazzi e non è così. 

Poi sento dire che oltre a questa spesa ne esiste una del tutto equivalente come peso economico, parliamo addirittura di 400€ per ragazzo, per il famoso "corredo scolastico".  E qui mi incazzo quel poco e quel tanto. Premesso che le due cose non sono paragonabili in termini di importanza, dal famoso corredo scolastico penso che ci si possa intellegentemente difendere. Mi domando a cosa servono le pennecolorate-profumate, le penne stilografiche con piumette rosa, le penne gel, i quadernoni superfirmati, lo zaino nuovo ogni anno (ora va di moda la borsa Luis-Vitton che poi i libri nemmeno ci stanno.... appunto), i supermega portamine professionali (le matite di legno non fanno abbstanza figo) che i ragazzi nemmeno sanno usare e dopo due giorni sono già finiti nell'ultimo cassetto, dell'ultimo ripiano della scrivania , ammessso che le nuove camerette prevedano ancora un angolino per studiare, le gommine colorate di Winnie the Pooh (peccato che in generale non cancellino.... e se anche cancellassero che peccato usarle!!, per cui chiedono la gomma al compagno), i litri di bianchetto, i 4 astucci, firmati anche quelli, i set completi da 136 colori nelle versioni, pastello, pennarello, jumbo evidenziatori....etc....etc.....etc...

Bene, tutto ciò in generale non serve, se non su specifica richiesta (vorrei vedere un professore che richiede le penne colarate-Profumate), è tutto molto carino-simpatico-divertente..... ma davvero, a scuola non ce ne facciamo nulla. Quando uno ha la sua penna nera o blu, la sua penna rossa, una matita semplice semplice (quelle di legnetto esistono ancora mi sembra), un temperino, una gomma e caso mai un evidenziatore, è sistemato anzi è già armato fino ai denti per affrontare la sua dose di cultura quotidiana. Però pare che detto materiale sia ormai in via di estinzione (forse la penna bic costa troppo poco per essere degna dei tanti allievi.....cervelloni?). E poi l'astuccio non deve essere per forza delle dimensioni di un beauty case da viaggio, anche perchè poi i ragazzi, giustamente disorientati, finiscono per tenerci rossetti, lucidalabbra, ombretti, eyeliner, specchietto, se non telefono, i-pod, bigliettini, accendino, sigarette, cartine e altro.... e poi sono sempre in prestito di una penna nera o blu dal compagno. 

C'è roba costosa e necessaria in alcuni indirizzi scolastici, c'è roba costosa e inutile che la maggior parte dei ragazzi si fa comprare, c'è roba che viene comprata e buttata, mi domando se si insegna ancora il rispetto per ciò che (fortunatamente) si possiede..... distinguiamo un po' le cose e non facciamo sempre un gran minestrone di luoghi comuni. (però i soldi per i cellulari di lusso e gli i-pod non mancano mai)

Mi perplimo o mi perpletto? mah .... rifletto e resto perplessa.

 

mercoledì, 22 agosto 2007
13:16

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i libri di testo? Puah!

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Sono giorni che al telegiornale la menano con questa storia dei libri di testo. Pare che in tutte le scuole d'Italia adottino supermegacostosissimitesti e condivido le critiche sulle spese eccessive che le famiglie sono cotrette a sostenere soprattuto vedendo poi quanto alcuni testi vengono usati o meglio NON usati.... Bene nella scuola, decisamente di controtendenza dove io insegnerò quest'anno, l'insegnante che mi precedeva, non solo non adottava nessun supermegacostosissimo libro di fisica, ma quello di matematica è un eserciziario, nemmeno molto approfondito!!!!!!!!!!!!!!  E io che faccio? Ho scartato di suicidarmi o mettermi in malattia, mi pare poco professionale, intanto mi dispero, pensando all'anno che mi aspetta e alla quantità di fotocopie integrative da produrre e propinare.  Aiuto.

martedì, 21 agosto 2007
18:35

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cucina

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.... quando sono nervosa cucino, quando sono stanca cucino, quando sono arrabbiata cucino... il tutto mi ha permesso di produrre nel tempo un gran quantitativo di esperimenti dolci e salati di cui ancora si fa menzione in svariate parti del pianeta. E quando parlo di esperimenti sono vere avventure pionieristiche! Famose sono le sarde in saor della scorsa primavera (mio fratello da allora ha cominciato ad invitare amici e parenti in un rinomato posto di sua conoscenza .... ho scoperto qualche giorno fa che quel posto è casa mia), proverbiali i vasetti di peperoncini piccanti ripieni, ricordo ancora la rabbia da litigio che sfumava via via ad ogni vasetto che riuscivo a confezionare e poi l'anello di riso al forno, il brasato al barolo, gli gnocchi fatti con le mie sante manine..... la torta alle mele non lievitata (ebbene sì ci sono anche epiche catastrofi). Credo che segretamente il Pupazzo con cui divido la mia esistenza abbia capito questa mia necessità di sfogo culinario ed eviti nel periodo estivo inutili litigi per non vedermi persa tra vasetti di conserva intenta a mettere sott'olio, aceto o agrodolce tutto ciò che mi passa di mano e risparmiarsi una cucina che vanterebbe 56° all'ombra (roba da destabilizzare l'intero equilibrio meterologico del nord Italia e risultare determinante per il surriscaldamento globale). A volte però nemmeno lui può molto. Tornando a casa oggi ho fatto sosta al Babà, sono armata fino ai denti, ora mi chiudo in cucina....... sono giorni che mi arrovello su una ricetta... la devo fare e le novità lavorative degli ultimi giorni hanno dato il colpo di grazia.....

martedì, 14 agosto 2007
10:31

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Cambiamenti

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Oggi un Post un po’ triste, ma quando ce vo.... ce vo....
 
È pazzesco come di fronte ai cambiamenti ti ritornano alla mente fatti ed episodi che quasi avevi scordato. Sarà che i cambiamenti a volte ti allontanano da luoghi e persone diventati importanti e riferimenti essenziali della tua vita, punto e a capo, tutto da rifare.
Così dopo quattro anni di intenso lavoro nella stessa scuola, si cambia. Lascio quella che ormai avevo ribattezzato come seconda casa, data la quantità di ore giornaliere che ci trascorrevo, ma anche dato il calore che ogni giorno mi trasmetteva. Ricordo ancora il giorno, verso fine dell’ultimo anno scolastico, quando scendendo le scale, guardando il cortile strapieno di ragazzi che si accalcavano sui pullman, accanto al mio fidato collega riflettevo a voce alta “io qui mi sento a casa mia”.
Lascio colleghi preziosi, colleghi amici, colleghi bastardi-inside, colleghi insignificanti, colleghi inutili, colleghi simpatici e colleghi compagnoni. Con tutti ho stabilito una conoscenza, con tutti diversa.
Lascio gli amici, allegri compagni di viaggio, simpatici compagni di marachelle, buffi compagni di battute, lodevoli insegnanti da cui ho imparato tanto. E mi torna alla mente quando giovane e inesperta fui carambolata nel bel mezzo di un collegio docenti di ANZIANOTTI, mi guardavo attorno e cercavo di dare un’età a volti del tutto sconosciuti e alcuni davvero poco simpatici, cominciavo a preoccuparmi. Tutti a modo loro mi hanno fatto sentire a mio agio, con tutti sono arrivata allo scontro per poi ricominciare meglio di prima, tutti nel bene e nel male mi hanno lasciato qualcosa e io ho insegnato loro pazientemente ad usare il pc.
Lascio i miei studenti, volti allegri e simpatici, volti furbi e sfacciati, volti impauriti e pensosi. Lascio GLI studenti, quelli con difficoltà, quelli che ti entrano nel cuore, quelli che ogni giorno occupano i tuoi pensieri, quelli che ti fanno impazzire di rabbia e di emozioni, quelli che ti mettono alla prova e ti fanno piangere e sorridere. Lascio loro e le strade lunghe e tortuose intraprese assieme resteranno incomplete.
Mi sembra di andarmene sul più bello, ma credo che in qualsiasi momento me ne fossi andata mi sarebbe sembrato così. Sulla lunga strada della vita quando si apre un bivio devi scegliere ciò che è meglio per te e per il tuo futuro, con coraggio, così sarà.
Porterò con me il bagaglio di esperienze che mi hanno aiutato a crescere come persona e come insegnante, porterò con me i sorrisi dolci delle persone che non scorderò mai e lo spirito di amorevolezza che ho imparato nel loro ambiente, sarà sempre una parte di me e con me verrà in tutte le scuole in cui andrò.
Certo cara Mrs DragonFly, “non sarà più come prima”. Hai ragione tu che ridi e piangi al telefono mentre ti racconto cosa sta succedendo, che fai la finta allegra e mi rincuori che sei contenta per me, che sarei scema a lasciarmi sfuggire un’occasione, che certe occasioni non ritornano, hai ragione cara amica, anche se ci sentiremo e ci vedremo e ci smsremo, hai ragione “non sarà più come prima”.
lunedì, 13 agosto 2007
09:57

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le comodità della vita

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Io abito di fronte ad un mega supermercato Babà. Dalle mie finestre posso ammirare i due parcheggi, i due ingressi, i cartelloni promozionali, la gente che si mena per il carrello, quelli che si menano per il parcheggio, quelli che parcheggiano in strada per sfruttare l’ombra della pianta, quelli che per entrare bloccano la strada o il mio cancello, quelli che si attaccano al clacson e non si sa perchè.

Tutte le mattine alle 8.20 un congruo gruppetto di attempati signori fa bella mostra di sé davanti all’ingresso principale armati di depliant con le offerte speciali e di carrello da 1 euro. Loro lì dentro ci passano almeno un paio d’ore. Io il sabato mattina li guardo e dico al Pupazzo “guardaci!!!!! quando saremo in pensione passeremo anche noi le giornate così, prima al Babà e poi al giardinetto qui dietro per una bella briscola!” .

Una mattina spinta da curiosità ci sono andata pure io a quell’ora davanti all’ingresso Babà. Mi hanno guardata come un’aliena e mi hanno gentilmente salutata con gesto suadente del capo, pensando “oh varda ciò! che beà sposeta… e che brava che a vien aea matina presto fare a spesa”. Nell’attesa ascoltavo le discussioni su offerte speciali e raccolta punti. Qualcuno si vantava di aver scelto un abbonamento gratuito al grande settimanale di pettegolezzi VIPS e programmi Tv, qualcuno 2 belle padelle antiaderenti senza coperchio, qualcuno 3 set di bicchieri poi distribuiti a figli e nipoti, qualcuno era ancora indeciso se prendere il piumone invernale (no i me o gà ancora fato vedare e no me fido…se dopo nol ze de quaità bona me mojere chi la sente?!.) o la scaletta 3-gradini (scaette ghi no za dò…e anca me fioi ze a posto, però quea che i te regaea st’ano a ze proprio bea soida! ) e si vantava di possedere ormai 9375 punti, i complimenti si sprecavano, di fatto accumula punti da ben 4 anni senza prendere niente:“no ghe ze pì i premi de na volta”.

Poi siamo entrati, gli scaffali ancora mezzi vuoti dalla razzia del giorno precedente, non era poi tutta sta figata arrivare primi. Poi ho visto gli anzianotti chiacchierare con tutte le commesse, che con loro sembrano più gentili che mai, sprecarsi in complimenti e sorrisi, ridere e scherzare, gironzolare per tutti i reparti, fare comunella tra loro, aiutarsi a pesare la verdura (c’è sempre quel problema del numeretto da ricordare) e così mi han fatto sorridere per la tenerezza.

L’unica anziana del quartiere che si reca a fare la spesa tutti i giorni inossidabile alle 12.30 sotto un sole sahariano e un’umidità padana al 95% è la vedetta lombarda del primo piano, quella che a qualunque ora del giorno è casualmente in terrazzo a sistemare una piantina inesistente  o a fissare curiosamente l’orizzonte.

Due volte al giorno al supermercato Babà friggono il pesce e nel caldo ferragostiano il mio soggiorno si riempie di un lezzo talmente intenso da farmi ungere i peli del naso e nel silenzio vacanziero della città semideserta sento l’annuncio “al reparto gastronomia frittura di pesce ancora calda!” ma va?! Credo stiano  scaldando ora l’olio.

Quando si dice che le comodità non hanno prezzo………

domenica, 12 agosto 2007
11:27

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una sera a cena

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Per l’occasione mi sono agghindata come una bambola di altri tempi o almeno a me pareva così, quando una persona dedica meno di zero minuti alle cure tipicamente femminili, non appena si guarda per 1 minuto e 30 secondi allo specchio le sembra di aver compiuto un miracolo. Profumata come un giardino in fiore (in tutte le parti scoperte e coperte), emanavo aromi afrodisiaci, elisir da far girare la testa, scollata quanto basta da mostrare un portabiciclette da licenza per trasporto carichi sporgenti (i push-up fanno meraviglie, ma sono tremendamente scomodi), collanina che cadeva miracolosamente su detta scollatura provocante, canottierina verde nuova nuova sfoggiata per l’occasione. Lui, per la stessa occasione, si è docciato dopo rosario di minacce fisiche e verbali, sfoggiava barba incolta da week-end di ozioso e pigro riposo, indossava completo da operaio a fine turno di lavoro con maglia ammonitrice “IL RUTTO NON è UNA RISPOSTA”, abbinava sandalo semiaperto, per fortuna ci ha risparmiato il calzino a vista.
Così diversi e pure così ben assortiti ci siamo presentati rombando a cavallo della sua moto in un localino mica da ridere, con splendida vista su romantico panorama, servizio elegante q.b., cibo ottimo. Per fortuna lì ci conoscono da tempo. Ci siamo corteggiati tutta la sera, io persa nei suoi occhi lui….. beh……come al primo appuntamento, quando vestito come un principe e profumato come un giglio, mi guardò per l’intera cena dentro la maglia, niente o QUASI è cambiato….
All’amore proprio non si comanda.
 
venerdì, 03 agosto 2007
10:35

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Io e Vasco - parte 2 (storia di un avatar…)

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PROLOGO
Come sempre i miei racconti non hanno un filo logico, oggi racconto l’inizio, ebbene sì. Incontrai Vasco (si fa per dire, di persona manco l’ho mai visto…. nel senso mai incontrato ad una distanza per cui si possa parlare di INCONTRO… d’altra parte credo che in quel caso morirei di infarto….. quindi va bene così)  per la prima volta alla tenera età di 12 anni. Era la vacanza tra la prima e la seconda media… che dire, non dimostravo certo 12 anni, passavo tranquillamente per una liceale (natura bastarda!!!!) poi cominciavo a parlare e probabilmente ne rivelavo 14, di anni, ma 12 proprio no! Così quell’estate al villaggio vacanze scelto come meta estiva (dire che non apprezzo detti posti è un eufemismo) mi ritrovai aggregata ad un gruppetto di ragazzetti decisamente più grandi di me. E lì qualcuno mi iniziò all'interesse artistico (e vi giuro solo a quello...). Non ricordo chi, quindi probabilmente era piuttosto diffusa la passione tra i nuovi amici, sta di fatto che tornai a casa con un repertorio musicale imparato per osmosi che comprendeva di già.: albachiara, bollicine, vita spericolata, siamo solo noi……… etc…… di lì il passo è stato breve. Mi misi alla ricerca di tutto il materiale in commercio sebbene a quei tempi le mie risorse fossero molto limitate. Il fratello maggiore di una mia compagna di classe mi confezionò una Mega-Compilations versione cassetta che ancora posseggo e che di lì in poi ha accompagnato tutti i pomeriggi di studio e non della seconda media e successivi anni. A seguire sono arrivate altre cassette, vinili e poi cd e dvd (anche la tecnologia segna irreversibilmente il corso della nostra vita), ma quella cassettina rimane un cimelio della mia adolescenza, peccato che ad oggi non possegga un MANGIACCASSETTE, che sia uno, per ascoltarla!!! Domanda: ma i mangiacassette si chiamavano così perché spesso ti ritornavano la cassetta con tutto il nastro di fuori? E tu a riavvitarlo con la matita????. Tutt’ora quando sento le vecchie canzoni del Capitano per me esiste solo UNA scaletta di canzoni possibile, quella della cassettina Mega-Compilations, perciò dopo Silvia per me ci va, senza dubbio, la Strega, le sinapsi mi vanno in loop e nella mia testa comincio a cantare senza evidente motivo. Come quando ai concerti attaccano Canzone e noi tutti partiamo con la versione Fronte del Palco e restiamo fregati (roba da fan..)
Generalmente in quegli anni dalla mia in cameretta con porta sbarrata uscivano solo grida accompagnate dalla radio a tutto volume,  cose del tipo:
“mi piaci perché sei porca…”
“ ……dimmi che cosa che cosa ti fai, non dirmi che non ti droghi mai”
“ portatemi dio sul banco degli imputati”
“ …… 10 gocce di valium per dormire meglio……”
“ coca-cola, coca-cola……”
ma anche cose del tipo:
“ ……ti voglio bene non l’hai mica capito…”
“e tu, chissà dove sei, anima fragile….”
“… sei un’inguaribile romantica, un po’ isterica, però simpatica, certo unica”
“… ogni volta che non sono coerente, ogni volta che non è importante…”
“una splendida giornata sempre con il cuore in gola fino a sera….”
Conseguenza logica era l’ingresso di mia madre urlante, già invasa da sensi di colpa e disperazione per quella figlia che non ne voleva sapere di Ramazzotti o simili, e che si ostinava ad ascoltare cose che lei non capiva… (e non aveva ancora visto niente eheheheh…..) così la porta si spalancava: “ancora quel drogato lì?”, “spegni sto affare e studia! Che mi fai venire mal di testa” ma io studiavo! e poi, vagli a spiegare che Vasco non era poi così cattivo come lo dipingevano  eheheheheh… non ci ho mai provato.
Però ve lo confesso Albachiara le è sempre piaciuta e non solo quella (anche se a me non lo dirà mai) e qualche anno fa quando le dissi “dai mamma che ti porto a vedere quel drogato lì!” mica mi ha detto di No! Mi ha guardato un po’ stupita e curiosa, confessandomi “io tutte quelle ore non ce la faccio, se la prossima volta mi trovi dei posti a sedere……”.
Ma dei concerti ve ne parlerò un’altra volta…… è una storia troppo lunga…..