lunedì, 30 luglio 2007
09:45

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Io e Vasco - Parte 1 (storia di un avatar…)

Archiviato da Profmath in: la prof e vasco
AL LAVORO
Fatti
La mia collega di italiano quest’anno ha pubblicizzato la mia passione per Vasco ai nostri comuni allievi che le chiedevano un argomento per intrattenermi allo scopo di distrarmi dal mio dovere di Prof ed evitare l’imminente interrogazione, apprezzato il tentativo non li ho interrogati, ma ho fissato compito per la lezione successiva (subdoli mezzucci… ehehehe) ……
 
Esame di terza media, tema di italano, “……la mia Prof di matematica …………… bla bla bla……………. E poi è appassionata di Vasco…….” non è molto attinente, ma  queste sì che sono soddisfazioni.
 
Preparazione alla verifica: ora di esercizi. Entro in classe assegno esercizi e li lascio lavorare in silenzio. Sono concentrati. Bene. Anche io lavoro. Mano alzata. “noi… “ è un portavoce, “… noi a casa quando facciamo gli esercizi di matematica ascoltiamo la musica, avremmo pensato che si poteva mettere questo”  la classe non alza nemmeno la testa, continuano a lavorare, il portavoce tiene in mano un cd che io conosco bene e con aria sorniona mi sorride, tentativo di corruzione spudorato, mi porta il cd alla cattedra dicendo che tutto è rimesso alla mia volontà. Ho acceso il cd in sottofondo, hanno lavorato tutta l’ora, ho raccolto gli esercizi come promesso, vista la concessione (do ut des)…… e ci siamo cantati Senza Parole appena la campanella è suonata!!!
 
Pizza di fine anno scolastico, io finisco seduta tra giovani genitori molto spiritosi e poco etichettati, offrono birre, beviamo e brindiamo,  ordiniamo pizze puzzolenti (4 formaggi, tonno e cipolla….) formalità azzerate… Evviva finalmente un gruppo allegro! Tutti seduti, si mangia, si ride, qualcuno si lancia in barzellette semi-zozze e il papà di BravaBravissima “… quindi lei è una fans del blasco!!” attimo di panico, confesso che un boccone di pizza mi è andato di traverso, sorseggio un po’ di birra, mi metto a ridere, mi guarda con gli occhi che brillano, tutti aspettano una risposta, cenno di assenso e poi le domande si sprecano, scopriamo che ad alcuni concerti c’eravamo quasi tutti, che ad altri ci incontreremo… forse…
 
Compleanno di qualche anno fa, mi avvicino alla classe, tutto buio, entro in classe e sulle note di Albachiara mi corrono incontro e mi travolgono. Regalini per l’occasione: completino intimo arancione corallo con mutanda brasiliana…. ma si può?? ad una prof?? e li a disquisire sulle taglie….. delle mie tette!!!!! Va beh… crema e bagnoschiuma profumati, pecora peluche battezzata Adelaide che tutt’ora dorme con…. Noi, e poi quello che mi hanno dato con facce piene di soddisfazione “ ……questo se lo deve attaccare in camera Prof, così si ricorderà sempre di noi!” un MEGA poster di Vasco che per l’intera lezione è rimasto appeso alla lavagna e tutt’ora fa bella mostra di sé in casa. Abbiamo passato l’ora a festeggiare con pastine, bibite e a cantare qualche canzone del Capitano… che potevo fare?!
 
Marzo di quest’anno mi ritrovo due ex-allieve in corridoio, baci e abbracci, erano venute a dirmi che avevano appena comprato i biglietti del concerto…… “ci vediamo lì vero???!!!!! Non è che ci tira il pacco?”… senza parole…..
 
Ieri ho ricevuto un MMS da altre due ex-allieve di qualche anno fa recante foto di locandina con scritto “QUI PREVENDITA BIGLIETTI VASCO” e sotto “cara Profmath hai visto che ti pensiamo sempre e ovunque?!”
E questo è solo l'inizio........ cominciando dalla FINE.
venerdì, 27 luglio 2007
14:42

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memoria....

Archiviato da Profmath in: tanti ragazzi tanti perchè
FurbettoAngelico: studente di prima di cui non puoi non innamorarti al primo sorriso, anche se rivela già la sua doppia natura (decisamente da cromosoma Y) carino e dolce, ma un po’ bastardo. Alza la mano e chiede OVVIAMENTE di poter andare in bagno, il caso volle che in quel momento io avessi giusto bisogno di un ragazzino fidato da far uscire quatto quatto (anche noi insegnanti infrangiamo le regole, ebbene sì) per prenotare l’aula studio. Ora FurbettoAngelico non è propriamente un ragazzino fidato, ma tutti meritano un’occasione nella vita giusto? Bene. Colgo l’occasione: “…… allora proprio tu che sei scaltro come un furetto e veloce come un leprotto, potresti gentilmente andare a prenotare l’aula ?e poi senza che io né altri lo sappiano e visto che il bagno è giusto di strada… beh… hai capito ….”  gli consegno la penna e lo lascio uscire. Doveva solo scrivere 1^B sul foglio affisso alla porta dell’aula studio, nella casellina 3°ora per il giorno successivo. Passano dieci minuti, si è perso……. Poi si affaccia alla porta, apre ma non entra, infila solo la testa, mi guarda, ma non capisco cosa non va  “… prof, sono arrivato davanti alla classe e……e…e… non mi ricordavo più cosa dovevo fare….”  Rispiego, riparte. Torna contento dopo 2 minuti, ce l’ha fatta, è soddisfatto, mi guarda orgoglioso, si siede al suo posto, visto l’antefatto e per puro scrupolo gli chiedo se al bagno ci è andato, spalanca gli occhi…… è evidente…… NO! Gli dico “probabilmente sei innamorato…. sarà per la prossima volta” diventa viola. E io lo adoro ancora di più.
giovedì, 26 luglio 2007
09:17

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Prof, posso andare al bagno?

Archiviato da Profmath in: robe da prof
Esiste una domanda per cui ogni insegnante sulla faccia della terra vorrebbe disintegrare anche lo studente modello più irreprensibile. Tale domanda incombe come uno sciacallo nell’arco dell’intera giornata lavorativa. Gli allievi studiano le tattiche di avvicinamento, adescamento ed estorsione più perverse, in uno spietato gioco di parole, mani alzate, richieste subdole e tentativi di supplica del tutto irriverenti. D’altra parte gli insegnati si tutelano come possono, con strani e poco credibili ricatti e prese di posizione.
Al collegio docenti di inizio d’anno il Preside nella rilettura del regolamento scolastico sottolinea con i toni di voce più fantasiosi il famoso divieto, passando dalla gentile richiesta, alla supplica amorevole, fino alla minaccia senza pudore verso ogni singolo insegnante che non ottemperi al rispetto di detta regola. È vietato far uscire gli studenti per recarsi in bagno sia durante le ore di lezione che durante i cambi d’ora, gli allievi devono usufruire di detti servizi solo durante le ricreazioni. Gli insegnanti sperano che ogni anno compaia una qualche semplice deroga, tipo “se proprio è urgente urgente si può dare il permesso” generica quanto basta, assolverebbe a tutti i casi possibili, determinerebbe un traffico così intenso sui corridoi che verremmo citati nei bollettini via radio sul traffico e necessiterebbe quantomeno di congegno semaforico antistante ogni singola aula e segnaletica stradale. Ma perché non facciamo lezione nei bagni?
Poi le deroghe più banali e ridicole vengono comunque messe in atto da colleghi disperati nemmeno dotati dell’autorità per deliberarle. Ma non basta un po’ di buon senso? Comunissimo buon senso? Pare che molti colleghi non sappiano nemmeno cosa sia per cui si passa da chi lascia uscire tutti e sempre, chi se li lascia proprio scappare “vado in bagno!”, “anche io”, “anche io”, “anche io” ……… ed escono in 18 e chi non lascia uscire nemmeno quello in preda a crisi di vomito così gli molla il regalo sul banco, in genere del compagno.
Assioma: gli allievi non possono vivere senza andare al CESSO con cadenza oraria regolare. Motivazioni che ho nel tempo elaborato:
  1. le nuove generazioni sono dotate di micro-vesciche talmente sotto dimensionate da necessitare uno svuotamento regolare (realisticamente possibile in una visione evoluzionista del mondo)
  2. i ragazzini hanno sete
  3. i ragazzini vogliono sgranchirsi le gambe
  4. i ragazzini sono dei pisciasotto
  5. c’è compito
  6. c’è interrogazione e l’insegnante ha cominciato a scorrere il registro (vecchia come mio nonno la usavo anche io)
  7. è in corso un miniritrovo in bagno per breve saluto e scambio di chiacchiere
  8. controllo cellulare
  9. il ragazzino/a deve passare davanti alla classe del suo innamorato anche senza vederlo…… (anche di questa ne so qualcosa)
La 1 per quanto scientificamente interessante è comunque poco probabile, dalla 2 alla 9 tutto è possibile.
Quando l’insegnante entra in classe immancabilmente gli si fa attorno un gruppetto di ragazzini e ognuno cerca con le scuse più disparate di conquistare l’agoniato permesso, io personalmente li rimando al posto minacciosa, la sola imposizione dello sguardo chiarisce i miei intenti omicidi (si fa per dire) e già al terzo giorno di scuola non ci provano più. Il problema è quando chiedono il permesso (forse) all’insegnante dell’ora precedente e sgattaiolano fuori dall’aula, io entro mi siedo, firmo, metà classe assente? bene, li segno assenti sul registro con nota a fianco (in matita, ma loro fessi non lo sanno), rientrano, chiedo il libretto visto l'ingresso posticipato (faccio la gnorri), contestano, mostro la loro assenza sul registro, panico, 5 minuti di terrore, faccio per mandarli da Preside…… poi siccome sono buona, lascio perdere, non lo faranno più.
Ma la situazione in assoluto peggiore è quando durante una intensa spiegazione di matematica (eheheh…) in cui io scrivo alla lavagna, loro prendono appunti, vigili, attenti, con gli occhi vispi ed interessati (lasciatemi sognare), incalzo con domande, li costringo ad intervenire in un turbine di teoria ed esercizi, si alza una mano nel mezzo dell’aula, chiedo tempo per terminare il mio ragionamento, concesso, poi cedo la parola interessata e contenta per l’intervento “…. Prof posso andare in bagno?” la classe ride, io mi sento morire……a quel punto si avvia il discorso Gestione-Bisognini, mi chiedo se fa parte delle mie mansioni sapere quando e quanto i miei allievi svuotino il loro serbatoio, guarderò nel contratto:
“è urgente?”  lui fa una smorfia come per dire … eh sì……
“ma non sei andato a ricreazione? Siamo in classe da mezz’ora!” e lui “mi sono dimenticato stavo giocando a pallone…”  
“bisogna che impari ad organizzarti la pipì…… se no ti rimandiamo all’asilo senza passare dal via” si ride, d’altra parte bisogna sdrammatizzare, ormai la lezione ce la siamo giocata……
“prova a stare lì un po’, se fra 5 minuti stai morendo ne riparliamo”
A questo punto c’è quello che cronometra i 5 minuti e quello che se ne dimentica…. cvd (che sta per: come volevasi dimostrare………… fa tanto dimostrazione euclidea, n.d.a.)
Passano i 5 minuti e quello del cronometro incombe.
“….puoi andare al bagno, ma non deve vederti nessuno, nemmeno io e per domani hai 3 esercizi in più ( i famosi Esercizi-WC) " così sveliamo se l’urgenza è una urgenza o una scemenza (licenza poetica)…… qualcuno corre all’impazzata verso il bagno giurando che di esercizi ne farà anche 10, ringraziando me, mia madre e tutta la mia santa famiglia, la maggior parte si risiedono affermando di poter aspettare, imprecando mentalmente ogni genere di oscenità contro me, mia madre e tutte le donne della mia santa famiglia … che da tempo immemore svolgiamo il lavoro più vecchio del mondo.
Il problema che si pone è soprattutto con gli allievi di prima media che un po’ perché sono ancora dei cuccioli, un po’ perché vivono l’ansia della nuova scuola, hanno spesso realmente bisogno di uscire. Ricordo ancora il collega che disse “se ti scappa falla lì (quando si dice buon senso...)" detto fatto e accontentato, il poveretto non la teneva più e improvvisamente il Lago di Garda si materializzò sul pavimento dell’allora 1^C.
Altro problema sono gli studenti che, disposti a svolgere gli Esercizi-WC, una volta usciti dalla classe, chi li riprende più? Un mio allievo di terza che è riuscito a strappare il permesso inginocchiandosi senza vergogna davanti alla cattedra, è stato poi pizzicato ai bagni delle superiori del terzo piano, dopo che era stato avvistato a passeggiare beatamente in cortile, forse doveva segnare il territorio.....
mercoledì, 25 luglio 2007
12:59

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Pit stop

Archiviato da Profmath in: cazzeggio estivo
Lascio due righe in un momento di pausa tra la pulizia dell’armadietto più zozzo della mia cucina (quello sopra i fornelli) e il cassetto delle posate. Mi domando come facciano due persone, che tra l’altro non sono mai a casa, ad accumulare così tanta sporcizia…… è anche vero che la pulizia a fondo di detto mobilio risale ormai ad un anno fa, e per pulizia a fondo intendo A FONDO: tutto deve essere accuratamente tirato fuori, ripulito, gettato se inutile, risistemato in magari nuova a più efficiente posizione anche se poi mi ci vorranno settimane per abituarmi alla nuova sistemazione e mi ritroverò a girare per la cucina in preda a crisi isteriche (tipicamente femminili) chiedendo invano chi mi ha nascosto le MIE cose…??!!!!
In un momento di puro delirio da ipernettezza ho smontato tutto lo scolapiatti  spero di riuscire a rimettere ogni cosa al suo posto originale……mah… da brava schiava della casa torno ad arrampicarmi sui pensili armata di candeggina spray e sgrassatore, tocca alla dispensa sia mai che faccia qualche strano incontro…… e poi dicono che gli insegnanti vanno in vacanza!
mercoledì, 25 luglio 2007
09:06

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Riflessioni sparse

Archiviato da Profmath in: vita da prof
Questi pensieri sono nati durante gli esami di quest'anno e dopo aver letto un bel libro...
Ricordo con orrore i temi di italiano. Per me sono stati sempre motivo di pena e tormento, non per l’esito, non per la difficoltà, non per la noia, non per la mancanza di idee, ma per la complessità a raccontare i miei pensieri, le mie emozioni, e oserei dire i cazzi miei, a qualcuno, nel caso specifico un insegnante, di cui non avevo grande stima.
Ecco, se la mia prof di Storia e Filosofia del liceo (grande donna), fosse stata la lettrice dei miei temi, allora credo che il mio entusiasmo sarebbe stato negli anni crescente e generoso, anzi mi sarei sentita onorata da un simile privilegio, libera di raccontare, dire, parlare, di lanciarmi in commenti e critiche, sicura che qualsiasi contenuto sarebbe stato rispettato anche se non condiviso…… così non è stato nonostante qualche elogio ricevuto, da chi tuttavia non riusciva a creare quella tacita, ma per me necessaria, sintonia emotiva. 
Del resto ho sempre avuto amore e passione delle materie scientifiche, la matematica sopra ogni cosa e riscopro a tratti solo ora il piacere, mai fino in fondo assaporato, per le materie che ho sempre studiato per dovere più che per piacere. Credo che in fondo mi sia mancata una guida, un insegnante vate capace di aiutarmi ad aprire il cuore di fronte alle bellezze letterarie. Ricordo i diversi professori che si sono avvicendati in cattedra, lì seduti, fermi, impalati, inchiodati, a svolgere il loro dovere di supplenti, sempre lo stesso tono di voce, sia che parlassero di Dante, che di Quasimodo, mai uno slancio appassionato, un’emozione vera, una sorpresa; il tizio nasce a……, muore a……, vive prima a ……… poi si trasferisce a………, partecipa a…………. scrive le seguenti opere (……lista della spesa), quindi si passava alle letture, breve analisi, per fortuna qualcuno interveniva, deboli commenti, d’altra parte……… “studiare per la prossima volta che interrogo”. Ringrazio infinitamente per i chiarimenti, ma tutto ciò me lo trovavo da sola sul libro.
Lo so che sembro spietata, ma io spesso scopro che la scuola mi ha privato di qualcosa di bello, in un momento della vita unico, un momento di crescita, libertà, formazione, scoperta, non è riuscita a darmi quanto poteva e quanto altri invece hanno ricevuto…… pazienza.
Durante gli orali degli esami, come già detto, mi annoio, se non fosse per la Cariatide da tenere sotto controllo, così leggo i temi di italiano e a volte (ma solo per qualche frazione di secondo, intendiamoci) vorrei insegnare Italiano!
Qualcuno ha scritto: “questi tre anni sono stati per me come un caldo abbraccio di una grande famiglia” non ci sono commenti, un altro “quest’anno per me è stato difficile perché non facevo più ridere i miei compagni, è arrivato un nuovo studente più simpatico, divertente e carino di me” e tutti noi a scervellarci su cosa tediasse questo ragazzino, fino all’anno scorso così ……… simpatico e sereno. Poi si leggono dichiarazioni d’amore per i genitori, per gli amici, per gli insegnanti, si scopre che qualcuno è preoccupato per la salute di qualche familiare, qualcuno è tormentato dalle scelte che deve affrontare, qualcuno si è innamorato senza essere ricambiato. Altri scrivono (come facevo io) sapendo bene che qualcuno leggerà, magari qualcuno a cui non vogliono dire proprio tutto, si riscopre la riservatezza già nota del loro carattere, si scopre che già calcolano e misurano le parole per risultare “scolasticamente” corretti come se questo fosse garanzia per un buon voto, sono già tremendamente grandi…
Ricordo quella ragazzina di terza, paurosa fino allo sfinimento che scrive “io in matematica sono un disastro lo sono sempre stata, non capisco e non so fare nulla, non so cosa combinerò al compito, quando sarò lì come al solito mi si svuoterà il cervello”  poi ha preso un gran voto come mai nell’intero anno e quando gliel’ho detto, prima che cominciasse l’orale, i suoi occhi brillavano di felice incredulità… poi in corridoio prima che se ne andasse le ho raccontato di aver letto il suo tema, le ho spiegato che la realtà è molto lontana dai suoi pensieri distruttivi, che era un anno che glielo ripetevo, che doveva cominciare ad avere un po’ di fiducia nelle sue capacità, mi ha abbracciata.
Naturalmente i commenti su Profmath si sprecano, ma questi li tengo per me, come un tesoro prezioso, me li sono letti e riletti gongolando di gioia ed è incredibile come gli studenti di cui mai penseresti ti si affezionano immensamente. OcchIncerti scrive “la mia prof preferita è Profmath perché………., anche se a me la matematica fa schifo e proprio non la capisco, non ho mai preso una sufficienza” io ripenso ai suoi grandi occhioni che durante le ore mi seguivano in giro per la classe con aria timorosa e quell’eterno punto interrogativo che io immaginavo disegnato sulla sua fronte.
Ecco, io vorrei avere il privilegio di condividere i segreti ed i pensieri dei ragazzi, vorrei guidarli ad esprimere liberamente le loro emozioni, vorrei custodire tutto ciò e imparare a conoscerli meglio, perché loro scrivendo raccontano e si raccontano, alcuni più di altri è evidente. Così si svelano misteri su cui per lungo tempo tu insegnante ti sei interrogata, scopri perché quel ragazzino improvvisamente ha cominciato a lavorare poco, o troppo…… e le risposte che nè il ragazzino, nè i genitori riescono a rivelare sarebbero a volte più semplici da scoprire.
venerdì, 20 luglio 2007
13:28

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e intanto il mondo rotola.....

Archiviato da Profmath in: cazzeggio estivo

... e il mare sempre luccica!!!

non scrivo da un po'…  da 3 settimane sono in modalità stand-by = soggetto umanamente detestabile e inguardabile, funzionalità fisiologiche e motorie al minimo, pensiero quasi azzerato, se non per le solite cazzate da donna che propino al solito lui e che mantengono il mio encefalogramma semipiatto.

Sono stata un po’ in giro attraversando il nord Italia da una parte all’altra per le bellissime autostrade per l’Iatalia: traffico mai scorrevole, code sempre in agguato, lavori in corso perenni, disboscamento laterale continuo, asfaltatura manto stradale costante…. piloti di vario genere: quelli che vengono da lontano, sicuramente le regole sono le stesse ovunque, quelli evidentemente poco dotati, quelli molto distratti, quelli poco educati, a volte camionisti, quelli che non guardano gli specchietti, quelli che gli specchietti nemmeno li vedono tanto sono carichi, quelli con le bici percolanti, quelli con il motore fuso, quelli con la ruota a terra, quelli che prendono l’uscita telepass, ma il telepass non ce l’hanno, quelli che sorpassano a destra, quelli che fanno lo slalom destra-sinistra, quelli che gettano rifiuti dai finestrini, quelli che in autostrada viaggiano a 50 all’ora ………senza parole, quelli che perdono l’uscita e fanno la retro!!!!....... benedetta civiltà!!

Ho macinato più di mille km in meno di un giorno… ma per una giusta causa (chi sa……… sa!).

Ho passato qualche giorno a casa dove le grandi pulizie di fine anno scolastico devono ancora prendere il via…. e chissà……per entrare ed arrivare ad una qualsiasi delle stanze bisogna cimentarsi in uno percorso ad ostacoli degno di medaglia olimpica, la montagna di roba da lavare supera le mie fantasie più sfrenate… persino la lavatrice si è messa in malattia per una settimana… però sono stata all'IKEA!! luogo di sfogo e perdizione....

Poi un po’ di malattia (che novità….) sembra che appena abbasso un po’ il livello di stress il mio corpo invece di rilassarsi e godersela decida di vendicarsi per quanto l’ho maltrattato… (o forse non “c’ho il fisico” come sostiene qualcuno…)

Del week-end che mi aspetta vi parlerò poi…… ho un invito qui davanti… carta color avorio, parlano di una chiesa…… mah….. posso almeno dire: CHE PALLE???!!!

domenica, 01 luglio 2007
08:33

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L’urlo

Archiviato da Profmath in: vita da prof
L’anno scolastico per un insegnante termina con la peggiore delle torture: i colloqui orali. Non c’è collegio docenti o consiglio di classe o gran ricevimento generale dei genitori che tenga, i colloqui orali riescono sempre a tediare il più volonteroso e motivato dei docenti.
Per fortuna i miei compagni di banco si sono rivelati una compagnia abbastanza piacevole: il CollegaFigoMaDepresso e il Presidente di Commissione. Il primo si è dilungato in chiacchiere, barzellette e battute ed è stato un’ottima spalla per sdrammatizzare le situazioni più imbarazzanti e salvare con molto stile (al motto di S.O.S. vaselina) qualche ragazzino caduto nel vortice di recriminazioni e vendette della CariatideDiArte (la prof più stronza ed infame mai esistita sulla faccia della terra); il secondo, ancora alla ricerca di un suo ruolo nel nostro micromondo scolastico,  si è sciolto come un ghiacciolo al sole dopo un paio di interrogazioni rivelandosi un vero compagnone e concludendo il suo mandato portando con sé in dono un delizioso dolce.
Le mie interrogazioni agli orali si limitano a poche domande volte, nel 98% dei casi, ad aiutare gli studenti a fare una bella figura, nel restante  2% beh…. avete capito, ognuno ha ciò che merita e un po’ di sana paura fino all’esposizione dei quadri non ha mai fatto male a nessuno.
Gli esami sono un buon modo per ripassare gli argomenti più diversi delle varie materie e scoprie cosa gli studenti riescono ad assimilare di ciò che gli raccontiamo. Quindi per esempio in storia pare che le due guerre mondiali siano l’argomento più gettonato (probabilmente perché è l’ultimo) riescono a cominciare tutti il loro discorso con lo stesso incipit (che sia l’inizio del capitolo nel libro? ..... Iesssss); in italiano abbiamo scoperto che i Promessi Sposi di Manzoni non si sposavano perché i loro genitori non volevano, lui era ricco lei povera di famiglia (tipo Romeo e Giulietta del lago di Como) e quindi sono scappati a Milano dove hanno trovato la Peste e……… “siamo arrivati fino a qui Prof” (bugiardooooo). Poi il mega ripasso procede con Leopardi e l’infinito passando ovviamente per il Romanticismo in tutte le sue forme, e poi ancora quell'ermetico di Ungaretti e il compare Montale, il verissimo Verga e il suo Rosso Mal Pelo. Ho sentito raccontare nei modi più diversi un quartetto di libri, ma siamo sicuri che tutti hanno letto gli stessi??? Mah…..
In geografia tutti appassionati di Giappone, Canada e Stati Uniti anche se Washington D.C. non è sulla costa Pacifica...... Ho ripassato anche un po’ di inglese, imparato qualche termine di Spagnolo, capito che nessuno studia mai l’elettricità e i circuiti in serie e parallelo, quindi non capiscono perché se si svitano le lampadine succedono cose diverse……… diamine ogni anno le stesse pietose scene.
Con la Cariatide le scene da melodramma si consumano, lei che chiede con fare suadente “da cosa vuoi partire dolce ragazzino?” il malcapitato, già tremante perché da anni si tramandano leggende sulle sue interrogazioni e tu a dire che non sono leggende, ma grnadi verità, ma loro lo scoprono solo lì, seduti, inchiodati, con la padella sotto la sedia…… “avevo pensato di parlare della pop art…” e lei incalza, ora con gli occhi iniettati di sangue in questa sorta di trasformazione che di umano conserva solo le sembianze, paragonabile all’incredibile HULK, solo che lei non diventa grande e verde, ma solo stronza come mai nessun allievo si aspetterebbe e si sente già il motore della motosega in azione brummmmmmm…… “ bene allora parliamo dell’espressionismo” …… gelo! Va beh che fa caldo, che tu soffri la menopausa, che tuo marito chissà da quanto non te lo fa nemmeno vedere, che tua madre si è consumata i tacchi lungo i marciapiedi, che te sei bastard inside inside inside…… però a tutto c'è un limite…… E poi voglio dire, è evidente che l’urlo di Munch non esprime gioia, come ha detto OndaAnomala (ma caso mai l’espressione dei tuoi studenti quando ti vedono) …… però se un allievo si lancia in simili dichiarazioni, dopo aver anche realizzato copia dell’opera, qualche domanda in sospeso a me rimane……… e non sull'allievo......