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Ho visto cose….
Terza media. Compito di matematica, l’ultimo (credono loro, perché c’è ancora la simulazione d’esame :PP). Sono mesi che li preparo, modello assetto da guerra, sul materiale che devono assolutamente avere il giorno dello scritto di matematica. Avete presente quella scena ne “Quella sporca dozzina” quando, la sera prima dell’agguato, ripassano a voce alta tutto il programma per il giorno dopo? E tutti ripetono assieme fino alla nausea ciò che si farà? Ecco così………
Il decalogo recita più o meno:
Il giorno dell’esame mi devo presentare armato di:
- penna nera o blu
- penna di riserva nera o blu perché al 90% la prima sarà rotta o finita o con la punta che perde inchiostro
- la penna rossa deve restare a casa
- matita
- gomma
- temperino se ho la matita classica
- mine di riserva se ho la matita modello evoluto = portamine
- righello
- compasso
- calcolatrice funzionante
- i numeri fissi per i poligoni regolari
- la tavola degli elementi qualora dovesse capitare l’esercizio di chimica
- tanta buona volontà
- un po’ di spirito di iniziativa
- fazzoletti di carta perché lì nessuno me li presterà
In più ogni volta faccio scrivere tutto ciò sul diario, nel giorno fissato per la verifica. Sono mesi che insisto su questa cosa e mesi che loro arrivano alle verifiche fregandosene bellamente “tanto non è l’esame, qualche buona anima avrà pietà di me”. Io però in quanto a pietà scarseggio, soprattutto alla luce di tutti gli avvertimenti e raccomandazioni esposte, quindi passiamo i compiti io a guardare loro con astio per evitare qualsiasi passaggio di materiale (se ti sei dimenticato ti arrangi) e loro a fissarmi passando dalla supplica insistente, al pianto senza pudore. Ma il massimo è quando attaccano il disco delle giustificazioni inutili tipo: il righello me l’ha mangiato il cane, la gomma l’ho usata ieri sera per fare gli ultimi esercizi ed è rimasta sulla scrivania (ci provano sempre…), la calcolatrice serviva a mio fratello che fa la quinta superiore e ha la maturità (e magari non ha nemmeno un fratello più grande…).
Arrivati all’ultimo compito tutti di solito sono ormai attrezzati e pronti all’attacco e se qualcosa manca si guardano bene dal chiedere aiuto.
PsicoDramma alza la mano e chiede timidamente “Prof?... posso….” non termina nemmeno la frase, senza rendermene conto devo averlo fulminato, si gira con un sommesso “… niente niente…” capisco che è senza gomma dai gesti del compagno più vicino.
Mi alzo, mi avvicino, nel frattempo riprende a lavorare, guardo cosa fa… provava a cancellare un segno in matita col dito………… bagnato di saliva!!! Io non ci potevo credere. Ovviamente ha bucato il foglio.
Mi è venuto da ridere, lui mi ha guardato con disperazione, poi ha capito che forse poteva rifare il disegno dietro. Un po’ schifata, visto che poi quel foglio mi capiterà tra le mani, e mossa da una dose di pietà non comune, gli ho poi passato la mia gomma. No comment.
